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I temi degli infortuni sul lavoro e della prevenzione incendi sono argomenti che aziende ed imprese si trovano ad affrontare in maniera sempre più significativa. 

Approfondendo le tematiche dell’anti-incendio, che costituiscono il focus principale dell’articolo, si vuole dare risalto all’importanza di una approfondita formazione e soprattutto sensibilizzazione dei professionisti coinvolti nel processo edilizio, specialmente in funzione dell’incidenza non trascurabile di tali fenomeni.

Infatti, se si analizzano le statistiche reperibili sull’Annuario Statistico del Corpo Nazionale dei VV.F. 2021 relative agli interventi di soccorso urgente, si riscontra un trend in significativa discesa rispetto agli anni precedenti; cionondimeno, la preponderanza di casi del tipo “incendi ed esplosioni” – stimati ancora in quasi 250.000 interventi sul territorio nazionale, valore peraltro poco distante rispetto alle statistiche degli anni precedenti – cattura l’attenzione e lancia un preoccupante segnale d’allarme. Questi dati assumono risalto ancora maggiore se si considera che i luoghi più frequentemente coinvolti sono per lo più le civili abitazioni, non soltanto in ambito rurale ma anche e soprattutto in ambito urbano.

Ne sono esempi – recenti e purtroppo in alcuni casi anche drammatici – gli incendi verificatisi su un edificio in Piazza Carlo Felice a Torino, sulla Grenfell Tower di Londra e sulla Torre di Via Antonini a Milano: in tutti e tre i casi, il tempo di flash-over è stato brevissimo, sebbene in relazione a cause di innesco sostanzialmente differenti; inoltre, a fronte della diversa natura dei tre edifici – rispettivamente un palazzo storico, un grattacielo recentemente ristrutturato ed un grattacielo di nuova costruzione – i tre eventi sono accomunati dal fatto che la combustione si è propagata ad una velocità elevatissima attraverso l’involucro esterno: se tale circostanza può sembrare non del tutto inconsueta per gli edifici antichi, risulta senza dubbio inaspettata per edifici la cui progettazione o ristrutturazione è avvenuta in tempi relativamente recenti e dunque, almeno in teoria, in conformità a normative di recente emissione.

Focalizzando l’attenzione proprio sull’evento di Milano e volendo approfondirne criticità e responsabilità, si propongono nel seguito alcuni accorgimenti utili alla progettazione ed alla sorveglianza dell’esecuzione dei lavori, con lo scopo di ridurre le probabilità di un accadimento di simile entità.

1. Progettazione ed approvvigionamento dei materiali: cosa (forse) è mancato

Sulla base delle perizie eseguite dai tecnici incaricati, i pannelli di rivestimento sono individuati quali i principali responsabili della propagazione delle fiamme.

È evidente che le scelte progettuali siano di fondamentale importanza ai fini dell’efficientamento del progetto; viceversa anche piccoli vizi di progettazione, quali ad esempio l’utilizzo di materiali con classe di resistenza al fuoco non adeguata (sebbene consentita dalla normativa vigente ai tempi della costruzione, come approfondito nei punti seguenti), applicato al sistema a facciata ventilata, generano combinazioni fortemente critiche ai fini della sicurezza antincendio.

Alla luce di quanto sopra, risulta altrettanto importante che la verifica della progettazione sia orientata verso un controllo critico dell’efficienza del progetto. In tale circostanza, assume un ruolo centrale il Direttore dei Lavori, tra le cui mansioni rientra proprio la verifica del progetto e la conformità con la normativa esistente: ci si aspetta pertanto che l’Ufficio coinvolto sia costituito da professionisti competenti e specializzati in ciascuna materia oggetto del progetto e orientato alla produzione di critiche e revisioni costruttive alla buona riuscita dell’intervento.

2. L’importanza della sorveglianza durante l’esecuzione dei lavori: cosa avrebbe potuto funzionare

Da quanto risulta dalle relazioni tecniche dei VV.F., alcuni lotti di produzione dei pannelli sarebbero stati forniti ancor prima della necessaria omologazione da parte della Direzione Centrale del Ministero dell’Interno ed in assenza della relativa Dichiarazione di Conformità. L’installazione dei pannelli sulle facciate dunque sarebbe avvenuta non in conformità con il Certificato di Prova di Reazione al Fuoco.

Ancora una volta, rientra tra gli oneri del Direttore dei Lavori la verifica dell’approvvigionamento dei materiali – e della relativa documentazione a supporto (certificazioni, approfondimenti ed inquadramenti progettuali, documenti di trasporto) e la verifica che siano messi in opera in conformità con quanto previsto a progetto. È auspicabile pertanto che l’Ufficio Direzione Lavori assicuri una sorveglianza costante durante l’esecuzione dei lavori, con particolare attenzione ai sistemi di sicurezza.

3. Vie d’esodo, compartimentazione ed impianti: armi per prevenire gli incidenti

Un altro aspetto la cui importanza non è trascurabile è quello relativo alla progettazione anti-incendio: è stato evidenziato sulle stesse relazioni tecniche dei VV.F. che alcuni impianti non abbiano funzionato a dovere. Si riporta ad esempio la mancanza d’acqua nel circuito idranti ed il malfunzionamento delle pompe che avrebbe sicuramente contribuito al rallentamento della propagazione dell’incendio.

Ciononostante, a rimarco dell’importanza di una progettazione efficiente, si evidenzia che nella torre milanese le altre misure antincendio utilizzate per le compartimentazioni dei piani, le scale antincendio e le vie di esodo siano state concepite efficientemente, dal momento che l’edificio è stato evacuato senza la perdita di vite umane a differenza dell’omologo evento sulla Grenfell Tower a Londra.

È dunque auspicabile che si dia seguito alla bontà di progettazione ed esecuzione con una attenta attività di collaudo su tutte le componenti dell’opera, non limitandosi alle strutture, ma focalizzando l’oggetto delle verifiche anche sul funzionamento degli impianti.

4. Il supporto della normativa: formazione e informazione

Come è stato detto in precedenza, i materiali messi in opera erano caratterizzati da una classe di reazione al fuoco non performante, ma consentita dalla normativa vigente al momento della costruzione (opera ultimata nel 2011).

Una guida tecnica è stata infatti istituita ex-novo soltanto nel 2013, con la pubblicazione dei Requisiti di sicurezza antincendio delle facciate negli edifici civili allegata alla lettera circolare del Ministero dell’Interno n.5043 del 15 aprile 2013, e riportante le caratteristiche dei materiali per i rivestimenti negli edifici civili. Si segnala tuttavia che l’adozione delle indicazioni riportate sul testo è su base volontaria e spesso maggiormente onerosa.

Alla luce degli accadimenti citati nel presente articolo, risulta però evidente che affrontare una maggiore spesa nell’ambito della progettazione ed esecuzione dell’opera, può comportare un notevole risparmio, non solo nell’ambito della gestione dell’opera ma anche e soprattutto in termini di vite umane.

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