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L’Agenzia delle Entrate, dopo il Bonus Facciate, ha aggiornato al mese di ottobre 2022 anche la speciale guida sul Bonus Ristrutturazioni, di fatto la madre di tutte le agevolazioni edilizie, risalente addirittura al 1986 (articolo 16-bis del Testo Unico sulle imposte sui redditi, DPR 917/1986).

Bonus Ristrutturazioni Edilizie tutto sulla madre di tutte le agevolazioniAttualmente, il bonus è ‘elevato’ al 50% (detrazione IRPEF) fino al 31 dicembre 2024, in virtù dell’ultima proroga operata dalla Legge di Bilancio 2022 con limite massimo di spesa fissato a 96 mila euro per singolo immobile (U.I.).

Il ‘vero’ Bonus Ristrutturazioni è al 36%…

Eh già, perché in realtà questo Bonus nasce come detrazione al 36% su un limite massimo di spesa di 48 mila euro, cifre che saranno nuovamente operative dal 1° gennaio 2025 se non interverranno nuove proroghe a mantenere lo status quo.

Ecobonus e Superbonus

Ovviamente, questo Bonus oggi è un po’ meno ‘di moda’ stante l’impatto del Superbonus 110%, che – come ricordano le Entrate – permette di ‘prendere’ la maxi-agevolazione per la realizzazione di alcune tipologie di interventi (per esempio, interventi antisismici, quelli finalizzati alla eliminazione delle barriere architettoniche, installazione di impianti fotovoltaici).

Il DL 34/2020 (Rilancio), inoltre, ha previsto la possibilità di optare, invece della fruizione diretta della detrazione, per un contributo anticipato sotto forma di sconto dai fornitori dei beni o servizi (sconto in fattura) o, in alternativa, per la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante. Per esercitare l’opzione occorre, tuttavia, rispettare determinati adempimenti (si veda il paragrafo 1.5.2 della guida).

Cessione del credito e sconto in fattura

Anche per alcuni lavori ‘passibili’ di Bonus Ristrutturazioni si può scegliere per l’opzione alternativa, ma non per tutti.

Nella guida, quindi, si ricorda che è possibile optare per cessione del credito o sconto in fattura per gli interventi ex lettere a), b), d) ed h) dell’art.16-bis del TUIR, ovverosia:

  • manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo,
  • ristrutturazione edilizia e, per le parti comuni degli edifici, manutenzione ordinaria;
  • realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali;
  • l’installazione di impianti fotovoltaici.

Lavori sul patrimonio immobiliare? Esistono altre detrazioni…

Ma i benefici fiscali per i lavori sul patrimonio immobiliare non finiscono col Bonus Ristrutturazioni, visto che nel nostro ordinamento esistono altre agevolazioni. Ad esempio:

la possibilità di pagare l’Iva in misura ridotta e quella di portare in detrazione gli interessi passivi pagati sui mutui stipulati per ristrutturare l’abitazione principale;

le detrazioni per l’acquisto di immobili a uso abitativo facenti parte di edifici interamente ristrutturati e quelle per la realizzazione o l’acquisto di posti auto.

La guida aggiornata dell’Agenzia fornisce quindi le indicazioni utili per richiedere correttamente tutti questi benefici fiscali, illustrando modalità e adempimenti.

Bonus Ristrutturazioni: chi lo prende

Tutti i contribuenti assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), residenti o meno sul territorio italiano.

L’agevolazione spetta non soltanto ai proprietari degli immobili ma anche ai titolari di diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese:

  • proprietari o nudi proprietari;
  • titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
  • locatari o comodatari dell’immobile;
  • soci di cooperative a proprietà divisa (in qualità di possessori), assegnatari di alloggi e, previo consenso scritto della cooperativa che possiede l’immobile, soci di cooperative a proprietà indivisa (in qualità di detentori);
  • imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce;
  • soggetti indicati nell’articolo 5 del Tuir, che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.

Bonus Ristrutturazioni: quali lavori? Oceano sconfinato…

I principali lavori edilizi ‘passibili’ di Bonus Ristrutturazioni sono quelli elencati alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr n. 380/2001 (Testo unico edilizia):

  • manutenzione straordinaria;
  • restauro e risanamento conservativo;
  • ristrutturazione edilizia.

Rimandando alla lettura integrale del capitolo 1.1.1 per scoprire tutti i tipi di interventi che possono beneficiare del Bonus Ristrutturazioni (ad esempio i lavori per abbattere le barriere architettoniche), ricordiamo che, oltre ai lavori, sono detraibili anche:

  • le spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse;
  • le spese per prestazioni professionali comunque richieste dal tipo di intervento;
  • le spese per la messa in regola degli edifici ai sensi del Dm n. 37/2008 – ex legge n. 46/90 (impianti elettrici) e delle norme Unicig per gli impianti a metano (legge n. 1083/71);
  • le spese per l’acquisto dei materiali;
  • il compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti;
  • le spese per l’effettuazione di perizie e sopralluoghi;
  • l’imposta sul valore aggiunto, l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le comunicazioni di inizio lavori;
  • gli oneri di urbanizzazione;
  • gli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione dei lavori e agli adempimenti stabiliti dal regolamento di attuazione degli interventi agevolati (decreto n. 41 del 18 febbraio 1998).

E in condominio come funziona? Chi può prendere il Bonus?

segnaliamo che anche per la ristrutturazione delle parti comuni di edifici condominiali spettano le seguenti detrazioni:

  • 50% delle spese sostenute (bonifici effettuati dall’amministratore) dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2024, con un limite massimo di spesa di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare
  • 36%, con il limite massimo di spesa di 48.000 euro per unità immobiliare, delle somme che saranno pagate dal 1° gennaio 2025.

Per parti comuni si intendono quelle riferibili a più unità immobiliari funzionalmente autonome, a prescindere dall’esistenza di più proprietari.

Per gli interventi effettuati sulle parti comuni degli edifici residenziali le detrazioni spettano a ogni singolo condomino in base alla quota millesimale di proprietà o dei diversi criteri applicabili ai sensi degli articoli 1123 e seguenti del codice civile.

Il beneficio compete con riferimento all’anno di effettuazione del bonifico da parte dell’amministrazione del condominio.

In tale ipotesi, la detrazione spetta al singolo condomino nel limite della quota a lui imputabile, a condizione che quest’ultima sia stata effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi.

L’amministratore rilascia una certificazione dalla quale risultano, tra le altre cose, l’ammontare delle spese sostenute nell’anno di riferimento e la quota parte millesimale imputabile al condomino.

Gli interventi sulle parti comuni degli edifici residenziali, per i quali ogni condomino può richiedere la detrazione, sono quelli indicati alle lettere a), b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr n. 380/2001 (Testo unico edilizia).

In particolare, si tratta degli interventi di:

  • manutenzione ordinaria
  • manutenzione straordinaria
  • restauro e risanamento conservativo
  • ristrutturazione edilizia.

Pertanto, oltre agli stessi interventi realizzati sulle proprietà private, sono agevolabili anche quelli di manutenzione ordinaria effettuati sulle parti comuni.

Aliquota e limite massimo di spesa: le coordinate

Come visto sopra, fino al 31 dicembre 2024 il limite massimo di spesa sul quale calcolare la detrazione del 50% è di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare.

Questo limite è annuale e riguarda il singolo immobile e le sue pertinenze unitariamente considerate, anche se accatastate separatamente.

Gli interventi edilizi effettuati sulla pertinenza non hanno, infatti, un autonomo limite di spesa, ma rientrano nel limite previsto per l’unità abitativa di cui la pertinenza è al servizio.

Quando gli interventi di ristrutturazione sono realizzati su immobili residenziali adibiti promiscuamente all’esercizio di un’attività commerciale, dell’arte o della professione, la detrazione spetta nella misura ridotta del 50%.

Se gli interventi realizzati in ciascun anno consistono nella prosecuzione di lavori iniziati in anni precedenti, per determinare il limite massimo delle spese detraibili si deve tenere conto di quelle sostenute nei medesimi anni: si avrà diritto all’agevolazione solo se la spesa per la quale si è già fruito della relativa detrazione non ha superato il limite complessivo previsto.

Ciascun contribuente ha diritto a detrarre annualmente la quota spettante nei limiti dell’Irpef dovuta per l’anno in questione. Non è ammesso il rimborso di somme eccedenti l’imposta.

Come pagare i lavori per prendere il Bonus

Per fruire della detrazione è necessario che i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale (anche “on line”), da cui risultino:

  • causale del versamento, con riferimento alla norma (articolo 16-bis del Dpr n. 917/1986);
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione;
  • codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.