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Calcolo costi e oneri sicurezza appalti pubblici. Esempi e differenze, percentuali oneri, lavorazioni previste da PSC

Calcolo Costi e Oneri Sicurezza Appalti PubbliciStima dei costi della sicurezza negli appalti pubblici, linee guida ed esempi pratici.

Nell’ambito della redazione del progetto di realizzazione di un’opera, il professionista incaricato della progettazione dovrà quantificarne anche gli aspetti economici e di conseguenza l’importo dei lavori.

Rientra infatti tra gli oneri del progettista – già in fase di progetto definitivo – l’elaborazione del computo metrico estimativo. Nell’ambito dei lavori pubblici, le stime del computo metrico estimativo confluiscono all’interno del quadro economico, che comprende anche – tra le altre voci – la stima dei costi della sicurezza.

L’importanza delle stime sopra citate è fondamentale poiché consente al Committente di pianificare l’investimento economico necessario quindi di mettere in appalto la realizzazione dell’opera; inoltre, anche l’impresa farà riferimento agli importi stimati per elaborare la propria offerta.

Per quanto riguarda la sicurezza, che costituisce il focus principale del presente articolo, la stima è regolamentata dall’art. 100 del D.Lgs 81/08 riguardante il Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC): in particolare, questo documento, ad integrazione della relazione tecnica e dalle prescrizioni operative, dovrà contenere anche la stima dei costi della sicurezza, come da Allegato XV.

Qual è la differenza tra costi e oneri della sicurezza?

Prima di entrare nel dettaglio, occorre innanzitutto precisare che i costi non equivalgono agli oneri aziendali della sicurezza. Questi ultimi infatti si riferiscono alla regolare esecuzione dell’attività di impresa e sono a carico del Datore di Lavoro di ciascuna impresa: convergono ad esempio all’interno di questa categoria, la formazione del personale, la sorveglianza sanitaria, i Dispositivi di Protezione Individuale.

In altre parole, sono importi necessari per la risoluzione dei rischi specifici dell’appaltatore, prescindono dall’esecuzione propria dell’opera oggetto del contratto d’appalto e devono essere indicati nell’offerta economica, secondo quanto previsto dal Codice Appalti.

Viceversa, i costi della sicurezza sono importi quantificati e validati dalla Stazione Appaltante già in fase di progettazione, a cui l’impresa appaltatrice è vincolata “contrattualmente” in quanto rappresentano le spese connesse alle procedure necessarie per garantire la sicurezza dello specifico cantiere.

Più in dettaglio, secondo quanto stabilito dal Documento relativo alla Verifica di congruità degli oneri aziendali della sicurezza, pubblicato da ITACA (Istituto per l’Innovazione e la Trasparenza degli Appalti e la Compatibilità Ambientale), i costi della sicurezza comprendono “esclusivamente le spese connesse al coordinamento delle attività nel cantiere, alla gestione delle interferenze o sovrapposizioni, nonché quelle degli apprestamenti, dei servizi e delle procedure necessarie per la sicurezza dello specifico cantiere secondo le scelte di discrezionalità del CSP / Stazione Appaltante”.

A quanto corrispondono in relazione all’importo lavori?

Anche per rispondere a questo quesito, occorre fare una distinzione, per evitare di incappare in confusioni o errori derivanti dalla comune assimilazione di costi ed oneri della sicurezza. Infatti, si ritiene che una stima convenzionale degli oneri aziendali (e non dei costi) della sicurezza si attesti tra il 3% ed il 5% delle spese generali sostenute, a loro volta comprese tra il 13% ed il 17% dell’importo dei lavori.

L’ammontare degli oneri è comunque soggetto a verifica di congruità da parte della stazione appaltante, in fase di gara.

Come si calcolano i costi della sicurezza?

Al contrario, la stima dei costi della sicurezza “dovrà essere congrua, analitica, per voci singole, a corpo o a misura, riferita ad elenchi prezzi standard o specializzati, oppure basata su prezziari o listini ufficiali vigenti nell’area interessata, o sull’elenco prezzi delle misure di sicurezza del committente”;

Dunque, in funzione del D.Lgs 81/08, ricade in capo al coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione l’onere di redigere un computo metrico estimativo specifico per i costi della sicurezza, che confluirà all’interno nell’importo totale dei lavori, individuando peraltro la parte del costo dell’opera da non assoggettare a ribasso nelle offerte delle imprese esecutrici.

Nell’accettare il contratto d’appalto, l’appaltatore ritiene i costi della sicurezza congrui e sufficienti per garantire il rispetto delle condizioni di sicurezza e salute dei lavoratori presenti in cantiere o interessati dallo stesso.

Quali voci rientrano tra i costi della sicurezza?

Rientrano nell’ambito dei costi della sicurezza, secondo quanto precisato nell’Allegato XV, i seguenti elementi comportanti spesa:

  • gli apprestamenti previsti nel PSC;
  • i costi relativi all’adozione di misure di prevenzione e protezione e dei Dispositivi di Protezione Individuale, soltanto nei casi in cui siano previsti da PSC per lavorazioni interferenti. Si consideri ad esempio il caso in cui nella stessa parte d’opera (all’interno di una stanza), siano previste opere di demolizione con martello demolitore (attività fortemente rumorosa) e altri interventi non rumorosi eseguiti da un’altra impresa, come la tinteggiatura: in questo caso, gli operatori addetti alla tinteggiatura dovranno indossare dispositivi di protezione dell’udito (otoprotettori) ed i relativi importi sostenuti dal Datore di Lavoro rientrano nell’ambito della protezione dei soggetti coinvolti in attività interferenti e pertanto saranno previsti nel PSC e riconosciuti nei costi della sicurezza in cantiere;
  • gli impianti di terra e di protezione contro le scariche atmosferiche, degli impianti antincendio e degli impianti di evacuazione fumi;
  • gli importi dei mezzi e dei servizi di protezione collettiva, in particolar modo se rientrano nell’ambito della realizzazione di diverse parti d’opera per conto di diverse imprese. Si consideri ad esempio il caso in cui due imprese diverse debbano operare sullo stesso ponteggio messo in opera sulla facciata di un edificio, la prima per il rifacimento del cappotto esterno, la seconda per la messa in opera di tubazioni gas: in questo caso, gli importi relativi al coordinamento dei lavori sarà riconosciuto ai datori di lavoro poiché rientrante nell’ambito dei costi della sicurezza;
  • gli importi necessari per l’attuazione di procedure previste nel PSC per motivi specifici di sicurezza in cantiere;
  • gli importi relativi ad interventi finalizzati alla sicurezza e richiesti per lo sfasamento spaziale o temporale delle lavorazioni interferenti. Si consideri ad esempio il caso in cui si debbano eseguire due interventi incompatibili nella stessa parte d’opera: in tal caso, si procederà spostando una delle due attività in un altro turno lavorativo ed i relativi importi (ad esempio, la maggiorazione riconosciuta alle maestranze per un turno di lavoro in orario straordinario) rientrano nell’ambito della stima dei costi della sicurezza;
  • gli importi relativi alle misure di coordinamento relativo all’uso comune di apprestamenti, attrezzature, infrastrutture, mezzi e servizi di protezione collettiva.