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Con la firma del decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali dello scorso 15 aprile, iniziano ufficialmente i controlli ‘a tappeto’ nei cantieri edili interessati dal Superbonus 110%.

Il provvedimento costituisce infatti il comitato di monitoraggio previsto nell’ambito del settore edile, che monitorerà l’andamento del nuovo sistema di verifica della congruità, in relazione ai lavori edili iniziati dal 1° novembre 2021.

E’ importante sapere che, senza congruità della manodopera, il committente dei lavori può perdere l’agevolazione fiscale.

Controlli ispezioni in cantiere myAEDES superbonusVerifica della congruità dell’incidenza della manodopera

Questo decreto è in realtà solo l’ultima parte di un puzzle scattato da tempo, precisamente lo scorso 1° novembre, data di entrata in vigore del decreto n.143/2021 del Ministero del Lavoro sul cd. DURC di congruità e verifiche della congruità della manodopera.

Congruità della manodopera: cos’è

La verifica della congruità si riferisce all’incidenza della manodopera relativa allo specifico intervento realizzato nel settore edile, sia nell’ambito dei lavori pubblici che di quelli privati (questi ultimi di valore pari o superiore a 70.000 euro) eseguiti da parte di imprese affidatarie, in appalto o subappalto, ovvero da lavoratori autonomi coinvolti a qualsiasi titolo nella loro esecuzione.

La verifica è eseguita in relazione agli indici minimi di congruità riferiti alle singole categorie di lavori, come riportati nella Tabella allegata all’Accordo collettivo del 10 settembre 2020.

Il decreto punta quindi a combattere il lavoro nero e a ottenere che i lavoratori in cantiere siano in numero proporzionato all’incarico affidato all’impresa.

L’attestazione di congruità

Il provvedimento ha definito un sistema di verifica della congruità dell’incidenza della manodopera impiegata nella realizzazione di lavori edili, attuando la previsione di cui all’articolo 8, comma 10-bis, del DL 76/2020 (DL Semplificazioni) e recepisce quanto definito dalle Parti sociali del settore edile con l’Accordo collettivo del 10 settembre 2020.

L’attestazione di congruità viene rilasciata, entro 10 giorni dalla richiesta, dalla Cassa Edile/Edilcassa territorialmente competente, su istanza dell’impresa affidataria o del soggetto da essa delegato oppure del committente.

Qualora non sia riscontrata la congruità, è previsto un meccanismo di regolarizzazione, in mancanza della quale l’esito negativo della verifica di congruità riferita alla singola opera (pubblica o privata) incide dalla data di emissione sulle successive verifiche di regolarità contributiva finalizzate al rilascio del DURC online per l’impresa affidataria.

Importante: per i lavori privati, la congruità dell’incidenza della manodopera deve essere dimostrata prima dell’erogazione del saldo finale da parte del committente. A tal fine, l’impresa affidataria presenta l’attestazione riferita alla congruità dell’opera complessiva.

Il comitato

Torniamo quindi al Comitato, composto da rappresentanti delle amministrazioni coinvolte e delle parti sociali del settore edile, che avrà il compito di monitorare l’andamento del nuovo sistema di verifica della congruità di cui abbiamo scritto sopra, in relazione ai lavori edili iniziati dal 1° novembre 2021, anche al fine di individuare eventuali interventi integrativi e correttivi sulla base delle evidenze applicative rilevate.

Si tratta quindi di controlli che vanno a sommarsi a quelli abituali dell’Agenzia delle Entrate.

No congruità, no Superbonus…

Se manca la congruità della manodopera, cioè se non c’è il DURC di cui abbiamo scritto sopra, si potrebbero perdere i benefici delle detrazioni fiscali per interventi edilizi (Superbonus e altri bonus) alla luce di quanto previsto dal DM 41/1998.

Gli effetti della mancanza della congruità potrebbero infatti riflettersi, in via indiretta, anche sul mancato riconoscimento dei benefici previsti dalla normativa fiscale, in materia di detrazioni fiscali, considerando che l’art. 5, comma 6, del DM 143/21 prevede testualmente che “In mancanza di regolarizzazione, l’esito della verifica di congruità riferita alla singola opera, pubblica e privata, incide, dalla data di emissione, sulle successive verifiche di regolarità contributiva finalizzata al rilascio per l’impresa affidataria del Durc on-line, […]”.

Di conseguenza, si verifica la previsione di cui all’art. 4 del DM 41/98 lettera d) “Casi di diniego della detrazione” che stabilisce che “La detrazione non è riconosciuta in caso di: d) violazione delle norme in materia di tutela della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro e nei cantieri, nonché di obbligazioni contributive accertate dagli organi competenti e comunicate alla direzione regionale delle entrate territorialmente competente”.

Cosa rischiano committente e direttore dei lavori/impresa edile?

Se dai controlli emergesse una mancata regolarità sulla congruità della manodopera, non sono previste sanzioni penali per chi ha beneficiato irregolarmente dei bonus ma chi ha ricevuto la somma per le ristrutturazioni indebitamente verrà sollecitato dalle Entrate a restituire l’importo erogato, maggiorato degli interessi.

La decadenza del beneficio verrà applicata solo all’intervento oggetto di irregolarità o di omissione.

I fornitori e i soggetti cessionari (impresa edile/professionisti tecnici) rispondono solo per l’eventuale utilizzo del credito d’imposta in modo irregolare.

Ma è chiaro che potrebbero esserci dei riflessi – che qui non approfondiremo – nel rapporto contrattuale tra committente e impresa, anche in base a chi si è accollato l’onere della congruità sopracitata.

CCNL settore edile: indicazione in atto di affidamento e fattura dal 27 maggio 2022

Non è finita qui.

In virtù di quanto disposto dall’art.28-quater del DL Sostegni Ter convertito in legge (4/2022), ai fini dell’elevamento dei livelli di sicurezza sul lavoro e della formazione ad essa inerente, è stato introdotto – con riferimento ai lavori edili avviati successivamente al 27 maggio 2022 – il principio secondo cui alcuni benefici sono riconosciuti esclusivamente se nell’atto di affidamento dei lavori è indicato che questi ultimi sono eseguiti da datori di lavoro che applicano i contratti collettivi di lavoro del settore edile, nazionale e territoriali, stipulati dalle associazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

Quindi: rischiano di perdere i bonus edilizi i lavori edili:

  • di importo superiore a 70.000 euro;
  • che rientrano nell’allegato X del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.;
  • che non riportano l’indicazione specifica del CCNL sopra indicato sia nell’atto di affidamento dei lavori che nelle fatture.

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