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La stretta delle banche sulle pratiche per l’acquisto dei crediti è ormai un dato di fatto. Il Governo cercherà di scongiurare lo stop al Superbonus 110%. Cosa bisogna sapere in 5 punti.

cessione del credito stop delle grandi banche superbonus myAEDESDifferenza tra cessione del credito e sconto in fattura

L’art.121 del DL Rilancio, ‘padre’ del Superbonus edilizio, fornisce la possibilità di optare, in luogo della fruizione diretta della detrazione in dichiarazione dei redditi, per un contributo anticipato sotto forma di sconto dal fornitore dei beni o servizi (cd. sconto in fattura) o, in alternativa, per la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante (cd. cessione del credito).

Per esercitare una delle due opzioni sono ‘decisivi’ i professionisti (sia fiscale che tecnico), visto che è necessario acquisire:

  • il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto al Superbonus (CAF, commercialista, ecc.);
  • l’asseverazione del rispetto dei requisiti tecnici degli interventi effettuati nonché della congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati (professionista tecnico/asseveratore).

Possiamo subito sottolineare che:

  • lo sconto in fattura è applicabile “fino all’importo massimo del corrispettivo stesso, a sua volta cedibile. Ciò significa che contribuente e fornitore/professionista/impresa edile possono accordarsi per una % di sconto inferiore (al massimo l’intero importo della fattura, oppure meno, nel caso del Superbonus 110%, ad esempio, potrebbe essere il 90% o anche il 55%). In questo caso, per la quota residua della detrazione non scontata si può utilizzare la detrazione in modo promiscuo, cioè detrarla dalle tasse (direttamente) oppure cederla a sua volta (ad esempio ad una banca);
  • la prima cessione del credito deve essere “di pari ammontare: ciò significa che il primo committente/beneficiario originario del credito d’imposta può chiederla per le quote annuali fruibili a partire dal 2023 in relazione a crediti maturati a fronte di spese sostenute nel 2022 o a rate residue di spese sostenute negli anni precedenti. Il titolare del credito d’imposta è tenuto, come previsto dall’Agenzia delle Entrate, a cedere l’importo complessivo del credito d’imposta o le quote residue non ancora utilizzate in detrazione, senza poter dunque effettuare cessioni parziali.

A livello operativo, c’è da segnalare che l’Agenzia delle Entrate ha appena pubblicato la guida aggiornata ad aprile 2022 relativa alla piattaforma per la cessione dei crediti.

Attraverso la Piattaforma possono essere comunicate le cessioni dei crediti relativi alle detrazioni per lavori edilizi, per le quali i beneficiari hanno già optato per la cessione del credito o per lo sconto in fattura (es. Superbonus, ecobonus, sismabonus, bonus facciate, colonnine di ricarica, ristrutturazioni ed eliminazione delle barriere architettoniche), di cui sono titolari i cessionari e i fornitori (cioè, potenzialmente, anche le imprese edili/professionisti) che hanno applicato gli sconti.

Quali crediti da bonus edilizi si possono cedere

I crediti cedibili sono quelli per le spese inerenti interventi:

  • di ristrutturazione edilizia detraibili in 10 anni;
  • di riqualificazione energetica che danno diritto all’Ecobonus o al Sismabonus (10 anni);
  • di recupero o restauro delle facciate degli edifici – Bonus Facciate 60% (10 anni);
  • di installazione di impianti fotovoltaici;
  • di installazione di colonnine di ricarica per veicoli elettrici;
  • di recupero del patrimonio edilizio che comportino la realizzazione di box o posti auto pertinenziali;
  • di eliminazione delle barriere architettoniche;
  • che danno diritto al Superbonus 110%. In questo caso si possono cedere le spese sostenute a partire dal 1° luglio 2020 fino al 31 dicembre 2025, cioè nel periodo di validità dell’agevolazione stessa (ma solo a determinate condizioni, ad esempio per i condomini, mentre le case unifamiliari arrivano solo fino al 31.12.2023…), e se nel contesto del Superbonus vengono effettuati lavori trainati anche questi usufruiscono del termine ‘collegato’ ai fini della cessione.

Lo schema 1+2: in totale 3 cessioni

La legge di conversione del DL Sostegni Ter (legge 25/2022, DL 4/2022), che ha inglobato le misure del DL Antifrodi 2, ha confermato la possibilità delle tre cessioni del credito totali: solo la prima è libera, le due successive devono sottostare a limiti precisi (solo banche e assicurazioni).

Quindi: se il contribuente usufruisce delle detrazioni per interventi edilizi sotto forma di sconto sul corrispettivo (cd. sconto in fattura, a sua volta cedibile la prima volta ‘liberamente’) ovvero opta per la trasformazione delle detrazioni in crediti d’imposta cedibili (cd. cessione del credito), è possibile effettuare due ulteriori cessioni, ma solo a:

  • banche,
  • intermediari finanziari e società appartenenti a un gruppo bancario vigilati,
  • imprese di assicurazione autorizzate ad operare in Italia,

ferma restando l’applicazione delle norme in materia di antiriciclaggio per ogni cessione intercorrente tra i predetti soggetti, anche successiva alla prima.

In conclusione: in luogo di 1 sola cessione viene prevista la possibilità di effettuarne 3 in totale.

Quindi: la prima cessione (del credito, o dello sconto in fattura) è ‘libera’, senza vincoli (esempio: chi esegue i lavori edilizi in casa per i quali è possibile fruire del Superbonus per efficientamento energetico, può cedere il credito all’impresa/professionista che sta eseguendo i lavori, oppure si può fare scontare la fattura e cedere il credito).

La seconda e la terza sono vincolate (esempio: l’impresa/professionista potrà cedere solo a uno dei soggetti qualificati, che a sua volta potrà cedere solo a uno dei soggetti qualificati, in capo al quale il credito si cristallizzerà definitivamente).

NB  – Lo sconto in fattura non è il primo passaggio dell’1+2. La norma consente cioè di effettuare un primo passaggio libero dopo lo sconto in fattura, quindi il fornitore (impresa/professionista/ecc) che ha acquisito il credito può cederlo a chiunque e costui poi può cederlo solo a soggetti controllati.

Frammentazione dei crediti: cosa cambia dal 1° maggio

La novità è stata introdotta dall’art. 28, comma 1-bis, lettera a) del DL 13/2022 (Antifrodi Bis), poi confluito nel DL 4/2022 convertito in legge. All’art. 121 del Decreto Rilancio è stato aggiunto il nuovo comma 1-quater che in sostanza contiene:

  • l’attribuzione di un codice univoco al credito fiscale (cd. bollino di garanzia) che contribuente e fornitore dei beni e servizi dovranno inserire sulla Piattaforma dell’Agenzia delle Entrate di comunicazione dell’esercizio delle opzioni alternative;
  • il divieto di cessione del credito parziale tramite le opzioni di sconto in fattura o cessione del credito (cosa che, invece, prima era possibile dal secondo passaggio in poi).

I crediti derivanti dall’esercizio delle opzioni per lo sconto in fattura o per la cessione non possono formare oggetto di cessioni parziali successivamente alla prima comunicazione dell’opzione all’Agenzia delle entrate, a partire dalle comunicazioni della prima cessione o dello sconto in fattura inviate all’Agenzia delle entrate dal 1° maggio 2022.

Il vincolo quindi vale per le cessioni successive alla prima, limitate ai soli soggetti vigilati, per i quali viene istituito il codice univoco (bollino) che segue il percorso dei crediti, per monitorare che non venga frazionato nei passaggi successivi al primo.

La prima comunicazione è quella che fa il primo cedente al momento in cui sceglie di esercitare un’opzione (sconto in fattura o cessione del credito).

L’impresa edili che effettua i lavori potrà solamente cedere il credito che le è stato ceduto nella sua totalità e non per una parte ad una banca e per un’altra ad un’altra banca/assicurazione/soggetto vigilato.

La quarta cessione: cosa arriverà con il DL Energia convertito in legge

Lo schema 1+2 potrebbe diventare, a brevissimo, 1+2+1.

L’ennesimo ‘cambio in corsa’ è scritto, al momento, nel ddl di conversione in legge del DL 17/2022 (cd. Decreto Ucraina ed Energia, art.29-bis), attualmente in esame al Senato per l’approvazione definitiva da chiudere entro il 30 aprile.

Il perimetro di validità della cessione aggiuntiva (cioè la quarta) riguarderà le comunicazioni della prima cessione del credito o dello sconto in fattura inviate all’Agenzia delle entrate a partire dal 1° maggio 2022 (stessa dead-line del discorso ‘stop frammentazione del credito’ visto sopra).

In definitiva, si eleva da 3 a 4 il numero di cessioni effettuabili con riferimento ai predetti crediti di imposta, con lo schema 1+2+1 (attualmente è in vigore lo schema 1+2).

In particolare con le modifiche viene prevista la facoltà di una ultima cessione, da parte delle sole banche a favore dei soggetti coi quali abbiano concluso un contratto di conto corrente.

NB – La quarta cessione sarà ‘libera’, cioè effettuabile dalle banche a chiunque (per evitare l’esaurimento della capienza fiscale da parte, appunto, degli istituti di credito).

Potranno beneficiarne solo le banche che hanno esaurito il numero delle possibili cessioni, esclusivamente a favore dei soggetti con i quali abbiano concluso un contratto di conto corrente, senza facoltà di ulteriore cessione.

L’importanza del verbale di sopralluogo durante una contestazione o un’ispezione

Il comparto edile sta crescendo spinto dal Superbonus 110%. Tutti i professionisti del settore sono travolti da una mole di lavoro che lascia poco spazio agli errori, tanto meno alla risoluzione degli stessi.

Il numero di foto scattate durante il sopralluogo è triplicato. Il motivo è presto detto. Tramite una foto scattata durante l’applicazione di un intonaco specifico o di uno strato di un cappotto, i committenti si rassicurano circa l’uso di un materiale e gli ispettori possono avere una prova non invasiva che i prodotti utilizzati rientrano in quelli per cui è stato applicato lo sconto in fattura.

Con l’app myAEDES, le foto scattate vengono salvate automaticamente in cloud e impaginate insieme alle note, ai presenti e alle firme in un verbale di sopralluogo elegante e professionale, subito condivisibile con committenti e ispettori.

Per la loro tutela un numero sempre crescente di professionisti e imprese edili sta adottando un gestionale completo di app in grado di garantire la compilazione verbali, giornali e SAL istantanei e di archiviarli per sempre nel cloud.

In questa pagina entriamo nel dettaglio della digitalizzazione dei cantieri e di come molte contestazioni vengono poi risolte mediante strumenti per il monitoraggio del cantiere e la realizzazione di verbali dettagliati.

Scopri se i tuoi cantieri sono al passo nel 2022

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