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“Buongiorno, sono il coordinatore della sicurezza…”: con questa sentenza, accolta spesso con svogliato interesse e quasi mai con il dovuto rispetto, i colleghi ingegneri, architetti o geometri esordiscono all’ingresso in cantiere, tentando invano di attirare l’attenzione del preposto e delle maestranze.

CSE e maestranze myAEDES

Più che comprensivo, in ragione della ristretta disponibilità di tempi e denaro che caratterizza il mondo delle costruzioni: i sopralluoghi e le riunioni costituiscono soltanto una perdita di tempo che potrebbe essere invece investito per completare l’intonaco sotto-plafone o la messa in esercizio della rete elettrica.

Poco importa se l’esecuzione di queste attività è subordinata all’utilizzo di apparecchiature pericolose o se comporta un rischio per la salute dei lavoratori.

È all’interno del contesto sopra descritto che si inserisce la figura del coordinatore, inizialmente delineata con l’intento di assicurare la sorveglianza durante i lavori e gestire le interferenze tra le imprese, ed arrivata addirittura a rappresentare il garante in toto della sicurezza in cantiere.

Compito necessario ma ingrato dal momento che qualsiasi sinistro o infortunio è sistematicamente imputabile e addebitabile al professionista, con mansioni e responsabilità sempre più assimilabili a quelle di un vigilante che riporta meccanicamente sul verbale quanto rilevato durante i sopralluoghi.

È fuori questione che il criterio sopra descritto sia in grandi linee applicabile, ma appare altrettanto evidente che, alla luce della dinamicità e dell’imprevedibilità del settore delle costruzioni, non rappresenta affatto un approccio costruttivo e di sensibilizzazione, finendo nel lungo termine per pregiudicare la buona riuscita dell’opera e sminuire gli intenti preposti dal legislatore.

Sono riportati dunque nel seguito cinque suggerimenti utili per instaurare fin da subito in cantiere un ambiente stimolante ed un rapporto produttivo con le maestranze impiegate nella realizzazione dell’opera.

1. Promuovere il dialogo costruttivo con tutte le figure coinvolte e partecipare attivamente all’esecuzione dell’opera

È opinione diffusa che il lavoro nobiliti l’uomo, nel senso che attraverso il lavoro svolto l’uomo accresce le proprie competenze. Ne consegue che tutte le occasioni, dalla prima riunione di coordinamento all’ultimo verbale di sopralluogo, sono da intendersi quale momento di confronto e formazione personale e professionale.

È sottinteso che la formazione delle maestranze debba essere attestata secondo quanto previsto dal T.U. D. Lgs 81/08 e dall’A.S.R. 07/07/2016 e verificata dal coordinatore nell’ambito della validazione del Piano Operativo di Sicurezza. Concretamente, è altrettanto essenziale che un manovale comprenda il motivo per cui un sollevatore non può eccedere il limite di portata dichiarata e che il direttore di cantiere si assicuri che tutti gli operatori siano stati formati ed informati sui rischi di cantiere.

Così come è auspicabile che tutti i professionisti coinvolti nella realizzazione dell’opera, si mostrino aperti ad un dialogo costruttivo e produttivo e pronti ad accettare consigli e suggerimenti valutandone l’efficacia senza pregiudizio: spesso infatti, l’esperienza del professionista è importante per ottimizzare tempi e costi di esecuzione ma il contributo delle maestranze può risultare prezioso per la riuscita dell’intervento.

2. Assicurarsi che la documentazione risulti chiara ed inequivocabile

L’obbligo principale del coordinatore della sicurezza risiede nella redazione del Piano di Sicurezza e Coordinamento e nell’assicurarsi che l’impresa proceda rispettando le prescrizioni in esso riportate.

Per assicurare un ambiente salubre e produttivo, non è possibile affidarsi all’improvvisazione: è pertanto necessario che tutta la documentazione sia dettagliata e specifica per ogni attività e non lasci spazio all’interpretazione.

In fase di progettazione, tutte le attività dovranno essere descritte dettagliatamente nel PSC, individuando per ciascuna i rischi correlati e le misure di prevenzione e protezione da attuare; in fase di esecuzione, è necessario accertarsi che tutta la documentazione di ciascuna impresa sia conforme al PSC e riporti tutte le informazioni dettagliate riguardanti le modalità di esecuzione dei lavori.

È inoltre importante accertarsi della presenza e disponibilità in cantiere di un lay-out di cantiere con indicati i percorsi di esodo e l’ubicazione di uscite di emergenza, estintori e cassetta pronto soccorso;

3. Repetita (non semper) iuvant

Spesso, ci si ritrova nella situazione di dover eseguire interventi simili su parti d’opera o addirittura su cantieri differenti. La consapevolezza di essere in grado di procedere rapidamente e la prospettiva di ultimare il lavoro in minor tempo rappresenta uno dei rischi potenzialmente più dannosi per i lavoratori, poiché l’esecuzione di gesti meccanici comporta una minore percezione del pericolo e una maggiore propensione alle distrazioni.

Per far fronte a quanto sopra e mantenere elevato il livello di attenzione, il Coordinatore della Sicurezza può promuovere brevi ma puntuali incontri, con focus sulle situazioni di pericolo conseguenti alle distrazioni e sensibilizzando le maestranze ad un ragionato rispetto delle prescrizioni operative.

4. Promuovere il coordinamento proattivo tra le imprese

Non necessariamente, questo implica la programmazione giornaliera di riunioni o sopralluoghi: cionondimeno, la stessa applicazione del titolo IV, in cui risiede la necessità di nominare il Coordinatore della Sicurezza, implica il coinvolgimento di imprese differenti all’interno dello stesso contesto lavorativo.

Naturalmente, non è inusuale che le reciproche attività – magari con durata limitata – non comportino risvolti problematici nella gestione del cantiere, ma è pur vero che in lavori di grande entità, il rischio di attività interferenti è all’ordine del giorno. È ascritto al Coordinatore della Sicurezza il compito di valutare le fasi critiche, individuando le possibili risoluzioni – dalla segregazione delle aree di lavoro fino allo sfasamento temporale o la sospensione di alcune attività.

5. Sensibilizzare sul tema sicurezza nel mondo del lavoro

Investire nella sicurezza sul lavoro è un dovere normativo e morale per i datori di lavoro che intendono costruire un ambiente sereno e costruttivo per maestranze e professionisti e, risulta chiaro, perché l’investimento sia efficace e produttivo non è concesso affidarsi all’improvvisazione. Un luogo di lavoro sicuro contribuisce alla riduzione di rischi ed infortuni, fa crescere la motivazione ed il senso di appartenenza e sicuramente incrementa l’efficienza e la produttività.

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