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Di sicuro interesse per tutti i professionisti tecnici – direttori dei lavori compresi – che hanno a che fare con le asseverazioni propedeutiche all’ottenimento dei bonus edilizi, in primis il Superbonus 110%, sia per lavori di efficientemente energetico che di miglioramento sismico, va segnalato il nuovo vademecum della Rete delle Professioni tecniche che fornisce osservazioni e 9 raccomandazioni sul reato di “false attestazioni del tecnico asseveratore” previsto dall’art. 28-bis comma 2, lett. a) del DL 4/2022 (Sostegni Ter) convertito, con modificazioni, dalla legge 25/2022 tramite l’introduzione, all’art. 119 del DL Rilancio (34/2020) del comma 13 bis-1.

False asseverazioni multe myAEDES

La norma di riferimento

Il comma 13 bis-1 sopracitato specifica letteralmente che “Il tecnico abilitato che, nelle asseverazioni di cui al comma 13 e all’articolo 121, comma 1-ter, lettera b), espone informazioni false o omette di riferire informazioni rilevanti sui requisiti tecnici del progetto di intervento o sulla effettiva realizzazione dello stesso ovvero attesta falsamente la congruità delle spese, è punito con la reclusione da due a cinque anni e con la multa da 50.000 euro a 100.000 euro. Se il fatto è commesso al fine di conseguire un ingiusto profitto per sé o per altri la pena è aumentata”.

 Applicazione non retroattiva

La RPT, nella guida, evidenzia subito che il nuovo reato punisce le condotte rilevanti commesse a far data dal 25 febbraio 2022, atteso che in materia penale vige il principio di irretroattività della legge penale più sfavorevole al reo e che la disposizione in commento è stata introdotta per la prima volta con il D.L. 25 febbraio 2022, n. 13, di cui la successiva legge 25/2022 fa salvi gli effetti (pur abrogandolo).

La norma, quindi, non è retroattiva.

La responsabilità per omissione di informazioni rilevanti

Nella prima parte, la RPT evidenzia che, per giurisprudenza e dottrina costante, le asseverazioni previste nei procedimenti amministrativi volti all’ottenimento dei bonus fiscali per l’edilizia rientrano nel più ampio e generale concetto di certificazioni così come il tecnico abilitato deve essere qualificato quale esercente un servizio di pubblica necessità, sia perché l’asseverazione è imposta dalla legge al fine di ottenere il vantaggio fiscale, sia perché con questo meccanismo il legislatore demanda a soggetti formalmente privati – i tecnici appunto – il compito di verificare il rispetto delle norme edilizie e urbanistica;

Tra l’altro, un rinvio previsto dall’art. 29 del T.U. Edilizia prevede espressamente la qualifica in capo al progettista, in una fattispecie del tutto analoga a quella del tecnico asseveratore.

Vengono poi citate alcune fattispecie simili, come ad esempio il reato di falso in certificazioni ex art. 481 c.p., la truffa ai danni dello Stato (art. 640 c.p.), la truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640 bis c.p.) e l’indebita percezione di erogazioni pubbliche (316 ter c.p.), nei quali il tecnico asseveratore, alla ricorrenza dei requisiti richiesti dall’art. 110 c.p., poteva concorrere con il committente, che materialmente beneficiava della pubblica erogazione.

Già in passato il tecnico abilitato poteva rispondere penalmente per false informazioni, ma non con riferimento alla condotta di omissione di informazioni rilevanti, la cui penale rilevanza non può ricavarsi direttamente da alcuna norma esistente nell’ordinamento. Essa, dunque, costituisce a tutti gli effetti una nuova incriminazione, penalmente irrilevante prima del 25 febbraio 2022.

Quindi:

  • per i fatti di esposizione di false informazioni commessi prima di tale data, il tecnico abilitato risponderà penalmente, ma la pena sarà quella prevista dall’art. 481 c.p. (reclusione fino a un anno o con la multa da euro 51 a euro 516);
  • per quelli commessi in epoca successiva si applicherà la ben più severa pena prevista dal nuovo comma 13 bis-1 dell’art. 19 D.L. 34/2020 (reclusione da due a cinque anni e con la multa da 50.000 euro a 100.000 euro).

Diversamente per i fatti di omissione di informazioni rilevanti il tecnico risponderà solo qualora siano stati commessi successivamente al 25 febbraio 2022 per le pene previste dal comma 13 bis-1, mentre saranno penalmente irrilevanti le condotte tenute in precedenza (salvo che non siano qualificabili come fraudolente in quanto accompagnate da ulteriori artifizi o raggiri).

False informazioni del tecnico

Nel paragrafo 4, la RPT entra poi più nello specifico sottolineando che:

  • la disposizione analizzata costituisce reato proprio, vale a dire che può essere commessa esclusivamente da tecnici abilitati. La definizione della categoria può ricavarsi dal Decreto 6 agosto 2020 del Ministero dello Sviluppo economico (DM Requisiti), che lo individua nel «soggetto abilitato alla progettazione di edifici e impianti nell’ambito delle competenze ad esso attribuite dalla legislazione vigente iscritto agli specifici ordini e collegi professionali». Potranno pertanto incorrere in responsabilità penale ai sensi della nuova disposizione Ingegneri, Architetti, Geometri ciascuno nell’ambito delle proprie competenze;
  • l’ambito di rischio penale viene individuato nell’attività di asseverazione disciplinata dal comma 13 del medesimo art. 119 nonché dall’art. 121: si tratta sia delle asseverazioni relative all’ecobonus, per il quale i tecnici abilitati devono asseverare i requisiti tecnici che devono essere soddisfatti dagli interventi che beneficiano delle agevolazioni, ivi compresi i massimali di costo specifici per singola tipologia di intervento e la corrispondente congruità delle spese sostenute, sia per il c.d. sismabonus, per il quale il tecnico è chiamato ad asseverare l’efficacia degli interventi progettati ed eseguiti al fine della riduzione del rischio sismico;
  • le condotte punite sono tre: 1) esporre informazioni false; 2) omettere di riferire informazioni rilevanti sui requisiti tecnici del progetto di intervento o sulla effettiva realizzazione dello stesso; 3) attestare falsamente la congruità delle spese.

La particolarità del Sismabonus

Nelle asseverazioni relative al c.d. sismabonus, la legge (art. 119, comma 13 del DL 34/2020) prevede che il tecnico abilitato (professionisti incaricati della progettazione strutturale, della direzione dei lavori delle strutture e del collaudo statico) asseveri l’efficacia degli interventi di adeguamento sismico degli edifici secondo le indicazioni contenute nel Decreto attuativo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti n. 58 del 28 febbraio 2017.

Le false informazioni rilevanti saranno dunque quelle riguardanti:

  • la classificazione sismica dell’edificio ante intervento;
  • il possesso della polizza assicurativa di legge;
  • la congruità della spesa ammessa a detrazione;
  • classe di rischio, valore dell’indice di sicurezza, valore della perdita annua
  • media, sia ante che post intervento;
  • effetti della mitigazione del rischio espresso in classi;

oltre a tutti gli altri elementi contenuti nella dichiarazione sostitutiva, per come strutturata dal citato decreto ministeriale.

Le raccomandazioni

Alla fine del vademecum, la RPT indica 9 raccomandazioni, una sorta di riepilogo delle buone prassi da osservare per non rischiare nulla.

Tra queste, vanno segnalate senz’altro:

  • attenersi scrupolosamente ai requisiti previsti dal “Decreto requisiti” per quanto riguarda il c.d. ecobonus e dal Decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 28/02/2017, n. 58;
  • redigere l’asseverazione servendosi dei modelli allegati ai decreti di cui sopra;
  • compilare ogni campo del modello al fine di evitare omissioni di informazioni rilevanti sui requisiti tecnici del progetto e sull’effettiva realizzazione dello stesso;
  • astenersi dall’esporre dati oggettivamente misurabili in modo difforme al vero;
  • non discostarsi dall’interpretazione delle norme invalsa nel tempo in cui si fa l’asseverazione e nel caso si ritenga di discostarsene, essere in grado di fornire un’adeguata motivazione;
  • astenersi dall’eseguire l’asseverazione se non in possesso dei requisiti previsti ovvero se questa esula dalle competenze specifiche del professionista.

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