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La sostenibilità nel settore delle costruzioni va perseguita analizzando e governando le ricadute degli interventi e delle trasformazioni sui piani economico, sociale ed ambientale. Sia al momento della realizzazione degli interventi, che durante la loro vita utile e la loro dismissione, la sostenibilità deve ricoprire un ruolo di primaria importanza.

Troppo spesso, soprattutto in edilizia, il requisito della sostenibilità viene ridotto e confuso con soli requisiti ambientali o energetici. Infatti, a causa anche di un quadro normativo non ancora definito ed a causa di procedure e metodi di valutazione della sostenibilità non ancora affermati, spesso un intervento edilizio viene definito sostenibile solo se, in qualche modo, determina un risparmio energetico in una fase della vita utile dell’intervento stesso.

La sostenibilità, invece, deve risiedere nel raggiungimento di un equilibrio ottimale tra il soddisfacimento, in diversi momenti nel tempo, di requisiti economici, ambientali e sociali, spesso in conflitto tra loro.

Un intervento edilizio si può dunque definire sostenibile se è equo, ovvero soddisfa i requisiti sociali ed economici, se è realizzabile, ovvero soddisfa i requisiti economici ed ambientali ed, infine, se è vivibile, ovvero soddisfa i requisiti ambientali e sociali.

Quanto sopra descritto viene definito “triangolo della sostenibilità”, ovvero economia, ambiente e società.

Per quanto riguarda l’aspetto economico, quasi sempre viene rispettato; se un progetto non si ritiene economicamente sostenibile non verrà intrapreso.

I requisiti ambientali ed energetici, poi, vengono spesso imposti dalla legge o fortemente consigliati da professionisti del settore. Si sente parlare, oramai quasi tutti i giorni, di tecniche e tecnologie in grado di ridurre i consumi energetici o di integrare fonti energetiche rinnovabili.

L’ultimo requisito del “triangolo della sostenibilità” è quello sociale. Ad oggi, soprattutto nel mondo delle costruzioni, non viene dato il giusto peso a questo requisito. Infatti, una costruzione, che per eventi naturali comunque prevedibili in senso probabilistico, quali sisma, frane o alluvioni, subisca danni tali da provocare morti tra gli occupanti, non può considerarsi sostenibile.

La progettazione sostenibile di un progetto edilizio deve essere una progettazione integrata nel tempo, in cui la sostenibilità va valutata non solo nella fase di esercizio, ma anche nella vita utile del bene e, per un futuro, anche nella fase di dimissione e di smaltimento dei materiali.

Negli ultimi tempi, a seguito delle tragedie avvenute dal 2000 in poi, in ambito edilizio per eventi naturali catastrofici, si pone sempre più attenzione al requisito sociale.  Tuttavia, con riferimento ai materiali per le costruzioni, gli sforzi che la ricerca deve compiere sono ancora molti. Ci sono stati, infatti, enormi progressi ma, ad oggi, vi è ancora un rapporto tra materiale sostenibile e prezzo, che parte della popolazione non si può permettere.

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