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Sono sempre numerosi gli spunti di riflessione che emergono nelle conversazioni con Alessandro Panaia, project manager esperto di ristrutturazioni di tipo abitativo.

In questo articolo esamineremo quali sono le esigenze dei committenti moderni che vogliono ristrutturare casa e quali sono i criteri da utilizzare nella scelta dei materiali e degli impianti.

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Primo passo: ascolta il committente

Sembra scontato, ma tanto per cominciare un progettista deve entrare in sintonia con il committente che deve potersi fidare ciecamente. Non di rado i committenti, spinti da pareri terzi (estranei ai lavori), sollevano più di un dubbio sulla qualità dei materiali utilizzati, motivo per il quale consigliamo di utilizzare sempre l’app per cantiere myAEDES durante i sopralluoghi in cantiere, così da creare in pochi istanti verbali con foto e note a prova di committente indispettito o peggio, di controlli futuri per l’ottenimento di eventuali bonus da parte dell’agenzia delle entrate. 

Secondo passo: ascolta il parere dei rivenditori

Un magazzino di materiale edile è il posto giusto per farsi un’idea sui trend in termini tecnologici, sui prezzi e sulle metodologie di installazione. I rivenditori sono un punto di partenza importante per comprendere al volo le schede tecniche dei prodotti e per iniziare a scremare tra le varie alternative. Ma non basta.

Terzo passo: confrontati con gli operai

Che siano muratori, posatori, pittori, cartongessisti o impiantisti, il punto è, ascolta il loro giudizio su un determinato prodotto. La loro esperienza è fondamentale per poterti fare un’idea completa. Molti di loro ti potrebbero spiazzare, facendoti ricredere totalmente sui consigli dati da un rivenditore. Tips ulteriore: alcuni operai potrebbero parlarti male della resa in fase di installazione di una determinata marca non per demeriti del produttore, ma per incapacità nella preparazione del prodotto (esempio: preparazione di particolari tipi di intonaco). Ascolta più voci. 

Quarto passo: quali materiali richiedono più attenzione di altri

Esistono materiali sui quali andare “ a colpo sicuro”, ovvero materiali il cui acquisto raramente risulta problematico: è il caso di intonaci, finiture, colle, mattoni. 

Al contrario materiali “problematici” ( su cui l’approfondimento tecnico e il confronto con colleghi vanno fatti con particolare cura) sono le resine, mentre per i cappotti termici e i cosiddetti “intonachini” ( ovvero gli ultimi strati dell’intonaco a calce, utilizzati come rivestimenti), ci aspettiamo che nel corso dei prossimi anni possano essere completamente sostituti da altre tecnologie.

Quinto passo: bagni e cucine: quale rivestimento usare? 

Per bagni e cucine, il consiglio è quello di utilizzare sempre rivestimenti ceramici, sopratutto nelle zone esposte agli schizzi di acqua. Diffidate dal committente di turno che vuole a tutti i costi materiali esteticamente “moderni”, a base di resina. Chi li ha provati, oggi se ne pente perché anche la semplice pulizia risulta più complessa e a volte dannosa per la stessa superficie. 

Bonus: conservate la documentazione

Che sia il verbale di sopralluogo, il giornale dei lavori, il verbale CSE, le checklist, il SAL piuttosto che ricevute, fatture o semplici scontrini, conservate sempre una copia di tutto affinchè domani, specie in seguito a lavorazioni eseguite grazie ai bonus, nessuno potrà contestare nulla.

Ci sono modi più smart per archiviare un documento di una ristrutturazione edile, noi vi consigliamo di aprire l’app per cantiere myAEDES, scattare una foto e caricarla nel cantiere prestabilito. Per i prossimi decenni potrete stare sicuri che nessun documento sarà smarrito. 

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