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 impiantistica, quale consigliare ristrutturazione myAEDES app

Ci troviamo ancora una volta a parlare di ristrutturazioni con un professionista del settore, Alessandro Panaia, Project Manager e Coordinatore per la sicurezza in cantiere che opera in Emilia Romagna.

In tempi di digitalizzazione del cantiere edile, è gratificante incontrare professionisti che, riescono a coniugare le novità della digitalizzazione (come le app per la gestione del cantiere che facilitano notevolmente le procedure quotidiane) a consolidate prassi di mediazione con i clienti.

A tal proposito, in questo articolo vedremo quali sono le linee guida che Alessandro segue per consigliare al meglio i suoi clienti quando occorre scegliere l’impiantistica in sede di ristrutturazione Le linee guida di Alessandro per la scelta dell’impiantistica.

In tempi di Super Bonus è diventata prassi – da parte dei clienti – chiedere sempre il top di gamma soprattutto per quel che riguarda gli impianti di riscaldamento.

Compito del professionista corretto è riportare il cliente con i piedi per terra ricordandogli che la valutazione va fatta in base all’utilizzo effettivo dell’impianto nello specifico contesto nel quale andrà installato.

Quando Alessandro parla di contesto non fa riferimento solo alle caratteristiche dell’abitazione in sé, ma anche alla zona geografica in cui l’abitazione si trova.

A tal proposito, Alessandro ci fa l’esempio specifico dell’utilizzo della geotermia a Milano come prassi per riscaldare i grandi condomini.

Per geotermia si intende un sistema di riscaldamento che acquisisce energia dal terreno tramite la perforazione della terra in profondità ed è un sistema utilizzato sovente a Milano nei grandi condomini da 70-90 famiglie, perché le caratteristiche specifiche del terreno e la possibilità di ammortizzare il costo lo consentono.

Al contrario, Reggio Emilia ( la città dove opera Alessandro ) non ha condomini di tal grandezza e anche le caratteristiche fisiche del terreno non permetterebbero un intervento di impiantistica geotermica.

Fatta questa doverosa premessa, sempre a proposito di impianti di riscaldamento, l’esperienza ha portato Alessandro a consigliare per lo più sistemi ibridi ovvero impianti di riscaldamento composti da due generatori di calore alimentati da fonti energetiche diverse (di solito un combustibile fossile e una fonte rinnovabile): l’esempio più comune è la combinazione di pompa di calore aria – acqua con una caldaia a gas.

Questa tipologia di sistema permette di attivare di volta in volta il generatore più efficiente in base alle condizioni di funzionamento. Sono numerosi gli esempi che Alessandro ci fa a proposito di famiglie che non correttamente orientate nella scelta degli impianti, si sono poi trovate a far i conti in un secondo momento con investimenti onerosi ma disfunzionali alle loro esigenze. In tal senso occupa un ruolo chiave la figura del project manager, autentico anello di connessione tra chi progetta e chi installa.

Proprio in virtù di ciò Alessandro è in costante contatto sia con termo-tecnici che con impiantisti, per poter avere una visione d’insieme che permetta a lui di prevedere e risolvere future problematiche, consigliando quindi al meglio il cliente

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