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La circolare 33/E/2022 del 7 ottobre dell’Agenzia delle Entrate, finalmente, da una risposta operativa alle novità in materia di cessione del credito per i bonus edilizi, Superbonus in primis, derivanti prima dal Decreto Aiuti (50/2022, convertito in legge 91/2022) e poi dal Decreto Aiuti Bis (115/2022, convertito in legge 142/2022) rispettivamente su allargamento del perimetro di cessione per gli istituti bancari e responsabilità solidale alleggerita nelle operazioni di cessione del credito tra fornitore e cessionario.

Cessione credito, sconto in fattura, responsabilità cosa dice il FiscoNon solo: nell’ultimo capitolo, la circolare fornisce anche qualche dettaglio aggiuntivo sull’ormai famoso SAL 30% – da dimostrare entro il 30 settembre – dei lavori edilizi passibili di Superbonus edilizio per l’anno corrente negli edifici unifamiliari.

Ma andiamo per ordine, partendo dal principio.

La responsabilità solidale di fornitore e cessionario

Il documento fornisce chiarimenti sulla disciplina della responsabilità solidale del fornitore che ha applicato lo sconto in fattura e del cessionario del credito, qualora sia accertata la mancata sussistenza, anche parziale, dei requisiti che danno diritto alla detrazione d’imposta.

Il riferimento di legge è l’articolo 33-ter del DL 115/2022, che ha integrato le disposizioni sullo sconto in fattura e sulla cessione del credito inserendo all’art.14 del DL 50/2022 i commi 1-bis.1 e 1-bis.2.

Nello specifico:

  • il comma 1-bis.1, intervenendo sul comma 6 dell’art.121 del DL Rilancio, ha modificato la disciplina della responsabilità in solido del fornitore che ha applicato lo sconto in fattura e dei cessionari in presenza di concorso nella violazione, limitandola ai soli casi di dolo e colpa grave, a condizione che siano state rispettate le previsioni di legge e che siano stati acquisiti il visto di conformità, le asseverazioni e le attestazioni prescritte dal DL 34/2020;
  • il comma 1-bis.2, inoltre, ha previsto l’applicazione delle nuove misure anche per i crediti sorti prima dell’introduzione degli obblighi di acquisizione del visto di conformità e delle attestazioni e asseverazioni (comma 1-ter del citato art.121) a condizione che il cedente, purché non sia un “soggetto qualificato” e che coincida con il fornitore, acquisisca tutte le certificazioni mancanti.

Nella circolare, quindi, si effettua un focus sui concetti di:

  1. ‘violazione dolosa’ (dolo), attuata con l’intento di pregiudicare la determinazione dell’imponibile o dell’imposta ovvero di ostacolare l’accertamento. Essa ricorre quando il cessionario è consapevole dell’inesistenza del credito, perché sussiste un accordo con il cedente o perché nonostante il cessionario abbia rilevato tale inesistenza decide di procedere comunque;
  2. “colpa grave”, che sussiste quando la negligenza e l’imperizia sono indiscutibili. Essa ricorre ad esempio quando il cessionario abbia omesso, in termini “macroscopici”, la diligenza richiesta, cioè la documentazione sia assente o contraddittoria come il caso in cui l’immobile è addirittura diverso o l’asseverazione si riferisce ad altro fabbricato.

Sempre alla luce delle modifiche normative introdotte dal decreto Aiuti-bis (art.33-ter del DL 115/2022), la circolare fornisce inoltre una più specifica chiave di lettura degli indici di diligenza in capo agli acquirenti dei crediti d’imposta, che hanno un carattere esemplificativo e sono finalizzati a rendere omogenea e trasparente l’azione dell’Agenzia sul territorio nazionale.

Cessione del credito ai correntisti

Vengono inoltre commentate le novità introdotte in sede di conversione del DL Aiuti, in merito alla possibilità per le banche o le società appartenenti ad un gruppo bancario di cedere i crediti ai “correntisti” (diversi dai consumatori o utenti), fermo restando il divieto per il correntista cessionario del credito di operare ulteriori cessioni.

I rimedi in caso di ritardo nelle comunicazioni

L’AdE rende noto, nella circolare, che si prevede una finestra temporale più ampia per coloro che non hanno inviato nei tempi la comunicazione per l’esercizio dell’opzione per lo sconto in fattura o la cessione del credito, ossia entro il 29 aprile 2022 per le spese sostenute nel 2021 e per le rate residue non fruite delle detrazioni riferite alle spese sostenute nel 2020.

È infatti possibile avvalersi, a determinate condizioni, della “remissione in bonis”, istituto che consente di inviare la comunicazione fino al 30 novembre 2022 (termine di presentazione della dichiarazione dei redditi), versando un importo pari alla misura minima della sanzione stabilita (250 euro).

In tal senso, è arrivata a stretto giro di posta la risoluzione 58/E/2022, con tutti i dettagli sull’istituto della “remissione in bonis” e i codici precisi da utilizzare.

Nella pratica, se la violazione non è stata ancora constatata e non è iniziata alcuna attività di accertamento, il contribuente, che possiede i requisiti fissati dalle norme di riferimento, può trasmettere la comunicazione entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile, versando contestualmente l’importo pari alla misura minima della sanzione stabilita dall’articolo 11, comma 1 del d.lgs. 471/1997, tramite F24 senza possibilità di compensazione (art.2 comma 1 del DL 16/2012).

Per far ciò dovrà utilizzare il modello F24 Elide, indicando il codice tributo “8114”, istituito con risoluzione n. 46/2012 e successivamente modificato con risoluzione n. 42/2018. 

Errori nella comunicazione: si può correggere

La circolare contiene poi indicazioni utili nel caso siano stati commessi errori nella comunicazione di opzione inviata.

In particolare:

  • se l’errore nella comunicazione è formale, ad esempio sono stati riportati in modo sbagliato i dati catastali o lo stato di avanzamento lavori, è sufficiente inviare una segnalazione tramite PEC.
  • se invece l’errore è sostanziale, cioè se incide su elementi essenziali del credito ceduto, è possibile trasmettere una comunicazione sostitutiva entro il quinto giorno del mese successivo a quello di invio. Decorso tale termine, se il cessionario ha accettato il credito, le parti potranno richiedere l’annullamento dell’accettazione dei crediti derivanti da comunicazioni di prime cessioni o sconti non corrette, inviando un apposito modello – allegato alla circolare – a una casella PEC dedicata.

Superbonus 110% case unifamiliari: contano i lavori eseguiti, non il pagamento

Nell’ultimo capitolo l’AdE precisa che ai fini del raggiungimento della percentuale richiesta dalla norma (cioè il 30%, ex art.14 comma 1 DL Aiuti), non rileva il pagamento dell’importo corrispondente al 30% dei lavori essendo necessaria, stante il tenore letterale della disposizione riferito ai lavori realizzati entro la predetta data del 30 settembre, la realizzazione di almeno il 30% dell’intervento nel suo complesso.

Quindi il pagamento si può effettuare entro il 31/12/2022, la condizione necessaria è quella dell’effettuazione del 30% dei lavori complessivi al 30/09/2022.

Il Fisco, tra l’altro, fornisce anche un esempio numerico a corredo, spiegando che gli interessati possono scegliere se calcolare la predetta percentuale del 30% considerando solo gli interventi ammessi al Superbonus oppure includere anche altri lavori non ammessi a tale agevolazione.

Qualora al 30/9/2022 non siano stati effettuati lavori per almeno il 30% dell’intervento complessivo, la detrazione nella misura del 110% spetta con riferimento alle spese sostenute entro il 30 giugno 2022 (così come stabilito dai commi 1 e 4 dell’art.119 del DL Rilancio).

Essendo facoltà (e non obbligo) per le persone fisiche includere nel computo anche i lavori non oggetto del Superbonus, il raggiungimento al 30 settembre della percentuale del 30% dell’intervento ammesso al Superbonus rende superfluo includere nel predetto computo anche i lavori non agevolabili.