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Sanatoria edilizia 2023: una procedura che consente di regolarizzare opere realizzate senza il titolo abilitativo necessario o in difformità da esso, purché siano conformi alla normativa urbanistica ed edilizia vigente al momento della presentazione della domanda.

Sanatoria edilizia 2023 sanatoria o segnalazione certificata La sanatoria edilizia può essere ottenuta tramite due strumenti: il permesso di costruire in sanatoria o la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) in sanatoria. Il condono edilizio 2023 spiegato e riassunto nelle tabelle

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Permesso di costruire in sanatoria

Il permesso di costruire in sanatoria è previsto dall’art. 36 del DPR 380/01 e si applica alle opere che rientrano nella categoria dei nuovi fabbricati o delle modifiche sostanziali dei fabbricati esistenti.

Per ottenere il permesso di costruire in sanatoria è necessario che:

  • le opere siano state realizzate prima del 1° settembre 2003;
  • le opere siano conformi alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente al momento della presentazione della domanda;
  • le opere siano complete e agibili;
  • le opere non siano state oggetto di provvedimenti di demolizione o di ripristino dello stato dei luoghi.

Il permesso di costruire in sanatoria deve essere richiesto al comune competente per territorio, allegando la documentazione tecnica e il pagamento dei contributi e delle sanzioni previste dalla legge.

Il comune ha 120 giorni di tempo per esaminare la domanda e rilasciare il permesso o respingerla motivatamente.

SCIA in sanatoria

La SCIA in sanatoria è prevista dall’art. 37 comma 4 del DPR 380/01 e si applica alle opere che rientrano nella categoria degli interventi edilizi liberi o soggetti a SCIA.

Per presentare la SCIA in sanatoria è necessario che:

  • le opere siano state realizzate prima del 1° settembre 2003;
  • le opere siano conformi alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente al momento della presentazione della domanda;
  • le opere non siano state oggetto di provvedimenti di demolizione o di ripristino dello stato dei luoghi.

La SCIA in sanatoria deve essere inviata al comune competente per territorio, allegando la documentazione tecnica e il pagamento dei contributi e delle sanzioni previste dalla legge.

La SCIA in sanatoria ha efficacia immediata e non necessita di alcun controllo preventivo da parte del comune. Tuttavia, il comune può effettuare verifiche a campione entro 30 giorni dalla ricezione della SCIA e, in caso di irregolarità, può adottare provvedimenti di annullamento o di sospensione dell’attività.

Tabella riassuntiva sanatoria edilizia 2023

StrumentoOpereRequisitiProceduraTempi
Permesso di costruire in sanatoriaNuovi fabbricati o modifiche sostanziali dei fabbricati esistenti– Realizzate prima del 1° settembre 2003  – Conformi alla normativa vigente  – Complete e agibili  – Non oggetto di demolizione o ripristinoRichiesta al comune con documentazione tecnica e pagamento contributi e sanzioni120 giorni per il rilascio o il rifiuto
SCIA in sanatoriaInterventi edilizi liberi o soggetti a SCIA– Realizzate prima del 1° settembre 2003  – Conformi alla normativa vigente  – Non oggetto di demolizione o ripristinoInvio al comune con documentazione tecnica e pagamento contributi e sanzioniEfficacia immediata e verifiche a campione entro 30 giorni

Domande frequenti sulla sanatoria 2023

Quali sono le differenze tra condono edilizio e sanatoria edilizia 2023?

Il condono edilizio e la sanatoria edilizia sono due strumenti che consentono la regolarizzazione di opere realizzate in violazione delle norme urbanistiche ed edilizie.

La differenza principale tra i due strumenti è il requisito della doppia conformità:

  • La sanatoria edilizia richiede che le opere siano conformi alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della realizzazione che al momento della presentazione della domanda. Si tratta quindi di una regolarizzazione formale, che non implica modifiche sostanziali dell’opera.
  • Il condono edilizio non richiede la doppia conformità, ma solo la conformità alla normativa vigente al momento della presentazione della domanda. Si tratta quindi di una regolarizzazione sostanziale, che implica il riconoscimento di opere che altrimenti sarebbero illecite.

Un’altra differenza tra i due strumenti è il carattere ordinario o straordinario:

  • La sanatoria edilizia è una procedura ordinaria, prevista dal Testo Unico dell’Edilizia (DPR 380/01) e applicabile in qualsiasi momento a determinate tipologie di opere.
  • Il condono edilizio è una misura straordinaria, prevista da leggi speciali e applicabile solo per un periodo limitato di tempo e a determinate tipologie di opere.

Quali sono le conseguenze di non regolarizzare un’opera abusiva?

Non regolarizzare un’opera abusiva comporta il rischio di incorrere in sanzioni penali e amministrative:

  • Le sanzioni penali possono consistere in multe, arresti o reclusione, a seconda della gravità dell’abuso e della sua ricaduta sul territorio. In alcuni casi, possono essere applicate anche misure interdittive o confische.
  • Le sanzioni amministrative possono consistere in multe, contributi maggiorati o provvedimenti di demolizione o ripristino dello stato dei luoghi. In alcuni casi, possono essere applicate anche misure cautelari o accessorie.

Non regolarizzare un’opera abusiva comporta anche il rischio di non poter usufruire dell’immobile o di non poterlo vendere o affittare:

  • L’immobile abusivo non può essere utilizzato per le finalità per cui è stato realizzato, in quanto privo dei requisiti di sicurezza, salubrità e agibilità. Inoltre, l’immobile abusivo può essere sottoposto a sequestro o chiusura da parte delle autorità competenti.
  • L’immobile abusivo non può essere oggetto di compravendita o locazione, in quanto privo del titolo abilitativo e del certificato di agibilità. Inoltre, l’immobile abusivo può essere oggetto di annullamento del contratto o di risoluzione per inadempimento da parte delle parti contraenti.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi della sanatoria edilizia 2023?

La sanatoria edilizia presenta vantaggi e svantaggi sia per i proprietari degli immobili che per la collettività.

I vantaggi per i proprietari sono:

  • Evitare le sanzioni penali e amministrative previste per gli abusi edilizi;
  • Ottenere il titolo abilitativo e il certificato di agibilità dell’immobile;
  • Poter utilizzare, vendere o affittare l’immobile senza impedimenti;
  • Aumentare il valore dell’immobile sul mercato.

Gli svantaggi per i proprietari sono:

  • Pagare i contributi e le sanzioni previste dalla legge per la regolarizzazione;
  • Rispettare i requisiti di conformità alla normativa vigente al momento della presentazione della domanda;
  • Sottoporsi ai controlli e alle verifiche da parte del comune o di altre autorità competenti.

I vantaggi per la collettività sono:

  • Recuperare le entrate derivanti dai contributi e dalle sanzioni pagati dai proprietari;
  • Tutelare l’ambiente e il paesaggio da opere abusive o illecite;
  • Garantire la sicurezza e la salubrità degli immobili.

Gli svantaggi per la collettività sono:

  • Rinunciare alla demolizione o al ripristino dello stato dei luoghi delle opere abusive o illecite;
  • Favorire la diffusione di una cultura dell’illegalità e dell’impunità;
  • Sottrarre risorse e personale ai servizi pubblici per gestire le procedure di sanatoria.

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