Skip to main content

Oggi facciamo il punto sulle detrazioni edilizie da parte dell’Agenzia delle entrate. Cosa sono, come funzionano, di quali documenti necessitano.

Agenzia Entrate 28 luglio 22 myAEDES

Nella circolare 28/E/2022 dell’Agenzia delle Entrate sono state racchiuse tutte le disposizioni normative e i documenti di prassi sulle detrazioni relative alle spese per ristrutturazioni edilizie, cioè Sismabonus, Bonus verde, Bonus facciate, Ecobonus e Superbonus, oltre ovviamente al ‘padre’ di tutti, il Bonus Ristrutturazioni, inclusi gli obblighi di produzione documentale da parte del contribuente ai CAF (centri di assistenza fiscale) e il collegamento importante che intercorre tra i bonus e le abilitazioni edilizie (permessi di costruire e affini).

Il documento è interessante anche per i professionisti tecnici direttori dei lavori alle prese con cantieri ‘da bonus’, visto che la raccolta, in sintesi, riguarda le spese che danno diritto a deduzioni dal reddito, detrazioni d’imposta, crediti d’imposta e altri elementi rilevanti per la compilazione della dichiarazione dei redditi delle persone fisiche e per l’apposizione del visto di conformità per l’anno d’imposta 2021.

Tutti i documenti utili

Prima di tutto, va evidenziato che la circolare contiene l’elenco della documentazione, comprese le dichiarazioni sostitutive, che il contribuente deve esibire e che i CAF o i professionisti abilitati devono verificare, per l’apposizione del visto di conformità. In linea con quanto illustrato, in sede di controllo documentale, potranno essere richiesti soltanto i documenti indicati nella circolare, salvo il verificarsi di fattispecie non previste.

Le Entrate sul tema chiariscono che l’Agenzia potrà in ogni caso controllare il contribuente in merito alla sussistenza dei requisiti soggettivi per fruire delle diverse agevolazioni fiscali, e sulle dichiarazioni sostitutive presentate dallo stesso (articoli 46 e 47 Dpr n. 445/2000).

A tal fine, infatti, il documento contiene un elenco esemplificativo delle dichiarazioni valide ad attestare le condizioni soggettive che fanno accedere agli oneri deducibili, detraibili o ai crediti d’imposta.

Permessi edilizi e bonus (partendo dalle ristrutturazioni edilizie)

Tra i documenti che i contribuenti devono conservare e presentare per la fruizione delle detrazioni
per interventi di recupero del patrimonio edilizio, individuati con Provvedimento del Direttore
dell’Agenzia delle entrate del 2 novembre 2011, n. 149646, sono comprese le abilitazioni
amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia in relazione alla tipologia di lavori da
realizzare (concessione, autorizzazione o comunicazione di inizio lavori).

Solo nel caso in cui la normativa edilizia applicabile non preveda alcun titolo abilitativo per la realizzazione di interventi di recupero del patrimonio edilizio agevolati dalla normativa fiscale, è richiesta la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, resa ai sensi dell’art. 47 del DPR n. 445 del 2000, in cui sia indicata la data di inizio dei lavori ed attestata la circostanza che gli interventi di “ristrutturazione edilizia” posti in essere rientrano tra quelli agevolabili, pure se i medesimi non necessitano di alcun titolo abilitativo, ai sensi della normativa edilizia vigente.

Le Entrate, quindi, ricordano che attualmente la disciplina dell’attività edilizia può essere così ricostruita:

  • attività edilizia totalmente libera: si tratta degli interventi edilizi per i quali non è richiesto alcun titolo abilitativo né è prevista alcuna specifica comunicazione (si tratta prevalentemente di opere di manutenzione ordinaria);
  • attività edilizia previa comunicazione di inizio dei lavori asseverata (CILA): si tratta degli interventi edilizi eseguibili ma previa comunicazione al comune dell’inizio dei lavori e asseverazione del tecnico (manutenzione straordinaria
  • attività edilizia soggetta a SCIA: si tratta di tutti i restanti interventi edilizi non rientranti tra quelli di attività edilizia totalmente libera, di attività edilizia previa comunicazione inizio lavori asseverata (CILA), di attività edilizia soggetta a permesso di costruire e di attività edilizia soggetta a super SCIA;
  • attività edilizia soggetta a permesso di costruire: si tratta degli interventi edilizi puntualmente indicati all’ 10 del TUE (interventi di nuova costruzione, di ristrutturazione urbanistica e di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comportino aumento di unità immobiliari, modifiche del volume, della sagoma, dei prospetti o delle superfici o, limitatamente alle zone A, mutamento della destinazione d’uso).
  • attività edilizia soggetta a SUPER SCIA alternativa al permesso di costruire: si tratta degli interventi edilizi per i quali, in base alla normativa statale o regionale, si può ricorrere alla SCIA in via alternativa o sostitutiva rispetto al permesso di costruire.

Difformità edilizie: se lievi, non precludono i bonus

A pag.49 del documento il Fisco fornisce chiarimenti importanti per gli addetti ai lavori, perché si parla di lievi difformità edilizie e abusi sanabili in collegamento alla possibilità di prendere comunque i bonus.

Le Entrate evidenziano che, in merito alle opere edilizie difformi, si possono distinguere, in relazione all’eventuale decadenza dal beneficio, due situazioni:

  • la realizzazione di opere edilizie non rientranti nella corretta categoria di intervento per le quali sarebbe stato necessario un titolo abilitativo diverso da quello in possesso quali, ad esempio, opere soggette a concessione edilizia erroneamente considerate in una denuncia d’inizio di attività ma, tuttavia, conformi agli strumenti urbanistici ed ai regolamenti edilizi. Questo caso non può essere considerato motivo di decadenza dai benefici fiscali, purché il richiedente metta in atto il procedimento di sanatoria previsto dalle normative vigenti
  • la realizzazione di opere difformi dal titolo abilitativo ed in contrasto con gli strumenti urbanistici ed i regolamenti edilizi. Questo caso comporta la decadenza dai benefici fiscali in quanto si tratta di opere non sanabili ai sensi della vigente normativa (Circolare 24.02.1998 n. 57, paragrafo 7).

Tradotto: per le opere ‘sanabili’, il bonus non si perde. La domanda è: ma questo vale per tutti i bonus o solo per il recupero del patrimonio edilizio? Risposta: il Fisco, in questa circolare, lo tratta per questo tipo di agevolazioni, ma si può presumere la sua portata generale, anche se in merito è meglio andarci coi piedi di piombo…