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Non riesce a passare una settimana senza che non ci sia una qualche novità normativa sul Superbonus o affini: stavolta è il Decreto Taglia Prezzi (21/2022, convertito dalla legge 51/2022) che porta ‘in dono’ la nuova qualificazione SOA obbligatoria per le imprese edili con cantieri Superbonus, ma non solo.

soa obbligatoria myAEDES superbonus 110%Obbligo certificazione SOA per le imprese dei cantieri Superbonus

L’articolo 18-bis introduce una novità rilevante: nel caso di realizzazione di lavori che abbiano un importo superiore a 516.000 euro e per i quali viene richiesta la possibilità di accedere al meccanismo degli incentivi del Superbonus 110%, le imprese esecutrici devono essere in possesso di particolari qualificazioni (SOA – sistema unico di qualificazione degli esecutori di contratti pubblici ai sensi dell’articolo 84 del codice dei contratti pubblici).

La tempistica della norma prevede un periodo transitorio che va dal 1° gennaio al 30 giugno 2023. In pratica:

  • l’obbligo di richiedere la SOA scatterà dal 1° gennaio 2023, visto che da quella data le imprese dovranno dimostrare di aver fatto almeno richiesta agli enti certificatori, ma, appunto, in questi 6 mesi basterà aver dimostrato di aver effettuato la richiesta agli enti certificatori per avviare il procedimento di attestazione;
  • dal 1° luglio 2023 si partirà definitivamente, cioè le imprese dovranno invece aver ottenuto la certificazione vera e propria per poter lavorare.

NB – La novità ‘vale’ sia per le imprese appaltatrici che per i subappalti.

La detrazione relativa alle spese sostenute a far data dal 1° luglio 2023 è condizionata all’avvenuto rilascio dell’attestazione di qualificazione sopra menzionata.

Al volo, ricordiamo cos’è la qualificazione SOA. Si tratta di una Certificazione necessaria alla comprova della capacità dell’impresa a concorrere ed eseguire opere pubbliche (con importo maggiore a € 150.000,00). Questo documento viene rilasciata da appositi Organismi di Attestazione e dimostra che il concorrente possiede i requisiti necessari per poter contrarre con la PA.

Proroga titoli edilizi

Di assoluto interesse per i direttori dei lavori, c’è anche l’articolo 10-septies che proroga di un anno i termini di inizio e di ultimazione dei lavori previsti dell’art. 15 del Testo unico sull’edilizia (D.P.R. 380/2001, in avanti TUE) relativi ai permessi di costruire, rilasciati o formatisi fino al 31 dicembre 2022.

Le previsioni in esame si applicano quindi a:

  • ai termini delle segnalazioni certificate di inizio attività (Scia) e delle autorizzazioni paesaggistiche e delle dichiarazioni e autorizzazioni ambientali comunque denominate (D. Lgs. 42/2004 e d.lgs. 152/2006);
  • ai permessi di costruire e alle Scia già prorogati, sulla base dell’art. 15, comma 2, del TUE, cioè per fatti sopravvenuti, estranei alla volontà del titolare del permesso di costruire, o sulla base dell’art. 10, comma 4 del D.L. 76/2020;
  • agli atti amministrativi previsti dall’art. 103, comma 2, del D.L. 18/2020 (cioè il DL Cura Italia anti-Covid). Questa ultima specifica è importante in quanto il perimetro comprende “tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati”, che erano stati prorogati sino al 29 giugno 2022.

Applicazione CCNL nei cantieri: scadenza 27 maggio 2022 e chiarimenti

Partiamo dalla scadenza di questo venerdì 27 maggio: per lavori avviati dopo questa data infatti le fatture e gli affidamenti devono avere un riferimento al CCNL edile. Chi non si adegua rischia di perdere (in caso di controlli) i benefici fiscali (Superbonus e altre agevolazioni).

Il decreto Taglia-Prezzi in questo senso chiarisce che questo vincolo si applica alle opere il cui importo risulti complessivamente superiore a 70mila euro e sancisce che l’obbligo di applicazione dei contratti collettivi “è riferito esclusivamente ai soli lavori edili“.

Qui bisogna fare un passo indietro al DL Sostegni-Ter (4/2022), per effetto del quale i benefici fiscali previsti dal DL 34/2020 (Rilancio) e seguenti, inerenti i lavori edili di cui all’allegato X al decreto legislativo 81/2008, di importo superiore a 70.000 euro, possono essere riconosciuti solo se nell’atto di affidamento dei lavori è indicato che i lavori edili sono eseguiti da datori di lavoro che applicano i contratti collettivi del settore edile, nazionale e territoriali, stipulati dalle associazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale ai sensi dell’art.51 del d.lgs. 81/2015.

Il contratto collettivo applicato, indicato nell’atto di affidamento dei lavori, deve essere riportato nelle fatture emesse in relazione all’esecuzione dei lavori.

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