Skip to main content

C’è un collegamento molto stretto, tra la documentazione fotografica ‘di cantiere’ e la possibilità di optare (cioè di scegliere) per la cessione del credito in alternativa alla fruizione diretta del Superbonus e degli altri bonus.

superbonus e foto in cantiere myAEDES

Lo si evince dall’ultima ‘maxi’-circolare dell’Agenzia delle Entrate in materia, la n.23/2022 che affronta da più lati la materia della responsabilità solidale tra fornitore cessionari.

Il controllo del Fisco e la responsabilità solidale nella cessione del credito

Il Fisco, infatti, nell’ambito dell’ordinaria attività di controllo, procede, in base ad analisi di rischio, alla verifica della sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione nei termini di cui all’art.43 del d.P.R. n. 600/1973 e all’art.27, commi da 16 a 20, del DL 185/2008, convertito, con modificazioni dalla legge 2/2009.

Qualora sia accertata la mancata integrazione, anche parziale, dei requisiti che danno diritto alla detrazione d’imposta, l’Agenzia provvede al recupero dell’importo corrispondente alla detrazione non spettante nei confronti del soggetto che ha esercitato l’opzione, maggiorato degli interessi di cui all’articolo 20 del d.P.R. 602/1973, e delle sanzioni di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 471/1997. Il recupero dell’importo della detrazione non spettante è effettuato nei confronti del soggetto beneficiario.

In base al comma 4 dell’art.121, i fornitori e i soggetti cessionari rispondono solo per l’eventuale utilizzo del credito d’imposta in modo irregolare o in misura maggiore rispetto al credito d’imposta ricevuto.

La responsabilità solidale e il concorso nella violazione

In presenza di concorso nella violazione, oltre all’applicazione dell’articolo 9, comma 1, del d.lgs. 472/1997, resta ferma anche la responsabilità in solido del fornitore che ha applicato lo sconto e dei cessionari per il pagamento dell’importo corrispondente alla detrazione non spettante e dei relativi interessi.

La predetta responsabilità in solido del fornitore e dei cessionari va individuata sulla base degli elementi riscontrabili nella singola istruttoria.

In particolare, rilevano le ipotesi in cui il cessionario abbia omesso il ricorso alla specifica diligenza richiesta, attraverso la quale sarebbe stato possibile evitare la realizzazione della violazione e l’immissione sul mercato di liquidità destinata all’arricchimento dei promotori dell’illecito.

Quando si perde la detrazione?

L’Agenzia delle Entrate evidenzia che la valutazione circa la sussistenza o meno del profilo della diligenza, in punto di configurabilità del concorso nella violazione, va condotta anche sulla

base di alcuni indici, tra i quali segnaliamo:

  • assenza di documentazione o palese contraddittorietà rispetto al riscontro documentale prodotto;
  • sproporzione tra l’ammontare dei crediti ceduti ed il valore dell’unità immobiliare;
  • incoerenza tra il valore del credito ceduto e il profilo finanziario e patrimoniale del soggetto cedente il credito qualora non primo beneficiario della detrazione;
  • anomalie nelle condizioni economiche applicate in sede di cessione dei crediti;
  • mancata effettuazione dei lavori.

L’importanza delle fotografie prima, durante e dopo

Sia il primo che l’ultimo punto dell’elenco precedente si collegano alla documentazione fotografica, diventata una delle ‘prove’ cardine per dimostrare l’effettiva realizzazione dei lavori.

Anche la Commissione della Rete delle Professioni Tecniche (RPT), di recente, intervenendo per aiutare le imprese nella dimostrazione dell’effettuazione di almeno il 30% dei SAL per gli edifici unifamiliari (scadenza al 30/9), ha specificato che il direttore dei lavori, assieme al SAL, può allegare i seguenti documenti a controprova dell’effettuazione dei lavori:

  • libretto delle misure;
  • documentazione fotografica;
  • informazioni utili a un’eventuale verifica ex post da parte dei soggetti autorizzati per legge.

Non solo: le banche che accettano i crediti e le società di consulenza, sempre più spesso, indicano la documentazione fotografica quale prova per accertare le condizioni pre-intervento, l’avanzamento dei SAL e il post-intervento.

Come certificare le foto: la APP dedicata

Quindi, ok alle fotografie, ma solo se ovviamente ‘certificate’ in tutto e per tutto, ovverosia a prova di qualsivoglia contestazione.

Per ‘ripararsi’ da eventuali conseguenze e contestazioni, esiste infatti un’app dedicata per la certificazione delle foto scattate in cantiere in cui data, ora e autore vengono impressi su verbali in cui è possibile aggiungere, oltre alle foto, i presenti, le proprie annotazioni e le firme.