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I cantieri edili, per natura propria della tipologia di lavoro, sono caratterizzati da attività molto articolate e da un rischio intrinseco molto elevato: non si esagera se si afferma che, tra le varie tipologie di opere civili, le attività caratterizzate dalla più alta esposizione al rischio sono quelle riguardanti i lavori stradali.


In ragione delle inevitabili interferenze con la cittadinanza, della vicinanza a percorsi pedonali e ciclabili e della prossimità con la circolazione veicolare e nei casi estremi anche con i mezzi di trasporto pubblico (tram, metropolitana), i cantieri stradali sono soggetti a criticità specifiche dal punto di vista della sicurezza che li contraddistinguono rispetto alle più ordinarie attività di cantiere.

Di conseguenza, si ritiene il caso di prestare un occhio di riguardo agli aspetti di sicurezza correlati a questa tipologia di intervento, così da fornire alcuni suggerimenti che ne favoriscano l’approccio da parte dei professionisti con ruoli di sicurezza e direzione lavori.

La progettazione e la programmazione: le basi portanti dell’attività in cantiere

La redazione di un progetto esecutivo approfondito e dettagliato costituisce senz’altro il primo passo per rendere chiara ed inequivocabile la tipologia di lavoro da eseguire.

In particolare, il Coordinatore della Sicurezza che si fa carico della redazione del PSC, dovrà esaminare con attenzione il contesto in cui saranno eseguiti i lavori, non limitandosi pertanto ad analizzare i rischi intrinsechi delle specifiche attività di cantiere.

Grande rilevanza dovrà inoltre essere data anche alla programmazione temporale delle attività: infatti, a seconda della funzionalità della strada, potrebbe essere più conveniente programmare i lavori in orari notturni quando la carreggiata sarà meno intasata dai veicoli, oppure in inverno anziché in estate; infine, dal momento che le strade rappresentano il teatro di numerosi interventi di manutenzione, oltre che sede fissa di numerosi sottoservizi (di natura elettrica, gas, telecomunicazioni o altri impianti), potrebbe rendersi necessario coordinarsi con i relativi enti gestori, così da non sovrapporre le rispettive attività.

In ogni caso, è bene ricordare che le fasi di progettazione e programmazione andranno realizzate con la vigente normativa di riferimento (Codice della Strada) ed in concerto con gli enti gestori del tratto di strada interessato dai lavori (Comune, ANAS, Enti di Polizia Locale).

La gestione delle interferenze

Sicuramente un aspetto di grande rilevanza è quello della gestione delle interferenze: i lavori su strada infatti impattano notevolmente, oltre che sulla circolazione veicolare, anche su una grande quantità di utenze (pedoni, residenti, scuole, attività commerciali) e pertanto dovranno essere programmati tenendo conto delle relative esigenze.

In ambito urbano, ad esempio, una elevata concentrazione di attività fortemente rumorose, eseguite in orari notturni in quartieri prettamente residenziali potrebbe infatti essere non essere condiviso dai cittadini; se non altro, l’occupazione diurna per lunghi periodi di aree solitamente utilizzate dai cittadini per attività ludiche o di svago, potrebbe comportare lo stesso malcontento.

In ambito extra-urbano, potrebbe costituire un elemento interferenziale, la presenza di altri servizi di trasporto (ad esempio le ferrovie, con relativa presenza di binari e linee aeree di trazione elettrica), oppure la presenza di ponti e viadotti che rendono complessa la gestione della cantierizzazione e dell’approvvigionamento dei materiali.

Una soluzione che potrebbe costituire un giusto compromesso potrebbe essere la previsione di fasi di lavoro distinte e consequenziali, con l’obiettivo comune di minimizzare il rischio di interferenza nei confronti del personale non addetto ai lavori e con il contesto strutturale e ambientale circostante.

L’importanza di un approccio proattivo: segnaletica stradale e rispetto della normativa

La cantieristica stradale presente un’alta incidenza di infortuni, alcuni dei quali molto gravi con conseguenze anche permanenti: inoltre, le norme di riferimento sono complesse in quanto devono integrare aspetti di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro, contenuti nel D.Lgs 81/08, dove peraltro l’argomento meriterebbe un trattamento più approfondito, con quelle previste dal Codice della Strada.

A onor del vero, esistono anche ulteriori normative integrative, i cui aspetti saranno oggetto di uno specifico approfondimento puntuale. Si fa riferimento ad esempio al D.M. 10/07/2002 “Disciplinare tecnico relativo agli schemi segnaletici, differenziati per categoria di strada, da adottare per il segnalamento temporaneo”, oppure al D.M. 22/01/2019Individuazione delle procedure di revisione, integrazione e apposizione della segnaletica stradale destinata alle attività lavorative che si svolgono in presenza di traffico veicolare”, oppure infine alle Linee guida Inail relative alla “Sicurezza sul lavoro nei cantieri stradali, che costituiscono vere e proprie linee guida operative fondamentali per l’esecuzione dei lavori.

Cionondimeno, il cantiere stradale è un ambiente di lavoro complesso che presenta una molteplicità e variabilità di rischi sia per chi ci lavora, sia per coloro che vengono impattati dalle attività: non a caso, secondo i dati statistici, gli incidenti stradali costituiscono la prima causa di morte sul lavoro.

Gli infortuni non sono una conseguenza inevitabile del lavoro: senza l’affermazione ed il consolidamento di una diffusa cultura sulla sicurezza, nessuna normativa o procedura potrà essere da sola sufficiente ad aggredire in maniera stabile ed incisiva il fenomeno infortunistico. Per questa ragione, è necessario accertarsi di avere una adeguata conoscenza dei rischi, delle misure di prevenzione necessarie e di provvedere ad una adeguata e costante informazione e formazione per promuovere una cultura della sicurezza capace di ridurre concretamente il fenomeno infortunistico.

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