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Impermeabilizzazione delle coperture piane

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Requisiti del solaio di copertura

Al solaio di copertura, a falda o piano, sono richiesti, oltre alla resistenza meccanica e statica i seguenti requisiti prestazionali:

  • impermeabilità del sistema;
  • controllo del flusso di calore in entrata ed in uscita;
  • controllo della persistenza e/o formazione di condensa superficiale o interstiziale;
  • isolamento acustico del pacchetto tecnologico.

Strati di un sistema di impermeabilizzazione

Il sistema per impermeabilizzare la copertura richiede la posa in opera di più strati, in funzione del tipo di superficie e della pendenza della struttura da proteggere. Le coperture piane sono caratterizzate da una pendenza molto contenuta, per assicurare l’allontanamento dell’acqua verso gli scarichi. Secondo la normativa, sono tetti piani quelli che hanno una pendenza minore del 5%.

Gli strati funzionali di un sistema di impermeabilizzazione sono in genere:

  • strato di protezione;
  • strato di separazione;
  • strato di impermeabilizzazione;
  • strato delle pendenze;
  • strato di isolamento termico;
  • strato di barriera al vapore.

Tipologie di copertura

Le tipologie di copertura possono essere schematizzate in:

  1. tetto caldo: lo strato sollecitato meccanicamente e termicamente, è posto al di sopra di quello di isolamento, realizzando una copertura continua. L’elemento isolante va protetto con una barriera al vapore;
  2. tetto rovescio: lo strato impermeabile è posto sotto un isolante dallo spessore sovradimensionato ricoperto a sua volta da una zavorra;
  3. tetto freddo: è interposto tra lo strato di impermeabilizzazione e quello di isolamento uno strato di ventilazione.

Barriera al vapore

La barriera al vapore, nella soluzione a tetto caldo, frena, nella stagione invernale, l’eventuale formazione di vapore acqueo proveniente dall’ambiente sottostante che, non potendo evaporare verso l’esterno a causa della membrana impermeabilizzante, potrebbe condensare nell’isolante stesso, accumularsi e ridiscendere in parte verso il basso. Nella stagione estiva, invece, impedisce all’acqua accumulata negli strati di trasformarsi in vapore, causando la formazione di bolle sulla membrana impermeabile. In sintesi ha la funzione di ridurre il passaggio del vapore acqueo, riducendo il fenomeno della condensa all’interno della copertura.

Massetto delle pendenze

Il massetto delle pendenze convoglia le acque meteoriche verso determinati punti di scarico. La pendenza può variare dall’1,5% al 5%. Il massetto è generalmente realizzato con un getto di calcestruzzo o con aggregati leggeri, di spessore variabile, spianato in modo da eliminare le irregolarità. Preliminarmente all’esecuzione vanno determinati gli spessori puntuali del masso in funzione della posizione degli scarichi e degli impluvi con semplici attrezzature quali: lenze, livella a bolla o ad acqua.

Isolante termico

L’isolamento termico ha lo scopo di diminuire le dispersioni e conseguentemente le spese di riscaldamento invernale e raffrescamento estivo ed evitare il fenomeno della condensa all’intradosso della copertura. Gli isolanti termici sono generalmente costituiti da membrane o da pannelli rigidi di vario spessore.

Strato di impermeabilizzazione

L’impermeabilizzazione, a seconda delle tecniche e dei prodotti impiegati, può essere realizzata:

  • a caldo;
  • a freddo;
  • con membrane bituminose;
  • con membrane sintetiche.

Il manto impermeabile impedisce il passaggio dell’acqua ed è, in genere, un prodotto bituminoso, derivato dalla distillazione del petrolio. Vanno preferite membrane composte da poliolefine flessibili, prive di plastificanti o di metalli pesanti. Il manto impermeabile può essere semplice o a doppio strato.

Strato di protezione

Qualora non sia previsto un ulteriore strato superiore, l’impermeabilizzazione va comunque protetta dall’azione dei raggi ultravioletti, almeno applicando a pennello, a rullo o con spatola una idonea vernice, tesa a ridurre gli effetti delle isole di calore.

Posa in opera membrana impermeabilizzante

La posa delle membrane impermeabilizzanti può essere eseguita in tre modi:

  1. aderenza totale;
  2. semi aderenza;
  3. indipendenza

Nella tecnica in aderenza totale, la membrana è aderente al supporto per la totalità della superficie.

La tecnica in semi aderenza prevede che il sistema di impermeabilizzazione sia reso aderente al supporto in una percentuale della superficie e con una distribuzione prestabilita. I risvolti verticali vanno sempre realizzati in aderenza. La posa in semi aderenza è consigliata nel caso di copertura piana successivamente zavorrata con ghiaia o pavimentazione fissa.

Nella tecnica in indipendenza, il sistema è completamente desolarizzato dal supporto, con adesioni nelle zone perimetrali e nei risvolti verticali. È sempre necessaria una protezione pesante dei teli.

Posa in opera a caldo della membrana in aderenza totale

Nella tecnica in aderenza totale viene preliminarmente steso, con pennello, spazzolone o rullo, il primer, soluzione di bitume ossidato in solventi a rapida essicazione, con la funzione di preparare la superficie ricevente ed aumentare l’adesione. Per le superfici cementizie, a seconda della stagione, si deve attendere un periodo di stagionatura da 8 giorni a 3 settimane, prima di dar corso alle operazioni.

Il rotolo di membrana va preliminarmente svolto ed allineato sovrapponendo i bordi sul foglio adiacente. Le operazioni di incollaggio sono facilitate riavvolgendo i teli attorno ad un tubo rigido in HDPE Φ120 che evita l’ovalizzazione del rotolo durante la posa. Va quindi riavvolto verso il centro, iniziando da tale posizione la saldatura a fiamma con l’impiego di bruciatore a campana con lancia di lunghezza diversa.

Durante le srotolamento a bassa temperatura occorre evitare urti violenti che potrebbero danneggiare la membrana. La parte del foglio da fondere è quella inferiore, lavorata in genere con goffratura a quadri rivestita di un sottile film, che sfiammato si scioglie indicando il corretto punto di fusione.

I sormonti di testa dei fogli impermeabili non vanno disposti lungo un’unica linea, ma sempre alternati. Qualora sia prevista la posa di un secondo strato, questo va steso a cavallo dei sormonti dello strato precedente ed incollato completamente a fiamma. La sfiammatura deve interessare contemporaneamente sia la faccia inferiore della membrana sia il supporto. La fiamma del bruciatore va diretta anche sulla parte della membrana già stesa interessata dalla sovrapposizione.

Posa in opera a caldo della membrana in semi aderenza

Nella tecnica di posa in semi aderenza, l’impermeabilizzazione è resa aderente al supporto per una percentuale della superficie con l’impiego di una membrana forata di velo di vetro bitumato. È consigliata quando il piano di posa non è sufficientemente stabile o si ritiene possa avere al suo interno dell’umidità residua.

Posa in opera a caldo della membrana in indipendenza

Per l’applicazione delle membrane bituminose in indipendenza, dove la membrana non viene incollata sul piano di posa, ma saldata solo sulle sovrapposizioni si impiega il cannello saldagiunte, che offre all’operatore il vantaggio di poter lavorare in piedi.

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