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In Italia si inizia a parlare per la prima volta di BIM, o meglio definito dagli italiani “metodi e strumenti elettronici specifici di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture”, con l’art. 23 del D.Lgs. 50 del 2016, per poi successivamente riparlarne con il Decreto Ministeriale 560 del 2017.

Il decreto prevede un’introduzione graduale dell’obbligo di adozione del BIM negli appalti. Questo strumento innovativo diventa obbligatorio già da Gennaio 2019 per le opere di importo pari o superiore a 100 milioni di euro.

L’art. 6 del decreto definisce poi le scadenze temporali di questa graduale introduzione:

  • da Gennaio 2020 obbligatorio per le opere di importo pari o superiore a 50 milioni di euro
  • da Gennaio 2021 per opere di importo pari o superiore a 15 milioni di euro
  • da Gennaio 2023 per le opere di importo pari o superiore a 1 milione di euro
  • Da gennaio 2025 infine tutte le opere pubbliche dovranno essere appaltate in modalità BIM.

Il decreto definisce, nell’art.3, anche tutti quegli ulteriori adempimenti preliminari che le stazioni appaltanti devono possedere per poter utilizzare i metodi e gli strumenti sopra citati. È prevista l’adozione di un piano di formazione del proprio personale in base al ruolo ricoperto, in particolare sull’utilizzo di questi sistemi tecnologici innovativi, un piano di acquisizione o di manutenzione degli strumenti hardware e software e un atto organizzativo che delinei il processo di controllo e gestione.

UNI 11337

La norma UNI 11337 è, poi, la prima vera norma tecnica italiana sul BIM. L’UNI, ente italiano di unificazione, ha pubblicato le parti fondanti la normativa nazionale sul BIM (parti 1, 4, 5, 6 su 8 previste).

Questa normativa segna il primo concreto passo verso il processo di digitalizzazione del settore edile in Italia che porterà ad un netto miglioramento della qualità, una riduzione di costi e tempi e un aumento della produzione.

  • La parte 1 della normativa si riferisce allo studio dei modelli, elaborati e progetti, alla struttura dei veicoli informativi e dei flussi.
  • La parte 4 invece si interessa degli aspetti qualitativi e quantitativi della gestione della digitalizzazione, con lo scopo di definire gli obiettivi specifici di ciascuna fase del processo.
  • La parte 5 riguarda la gestione dei flussi informativi nei processi digitalizzati. Si introducono così nuove figure professionali per gestire i vari ruoli del processo: il coordinatore BIM, il manager BIM e lo specialista BIM.
  • L’ultima parte pubblicata, infine, definisce il Capitolato Informativo (già introdotto parzialmente nella parte 5), cioè il documento contrattuale tra committente e affidatario.

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